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Maggioranza si maggioranza no

 
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Zucchero
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MessaggioInviato: Mar 01 Apr, 2014 18:49     Oggetto: Maggioranza si maggioranza no Rispondi citando

Cosa succederà alla nostra Regione dopo che in Consiglio si stanno modificando gli assetti al comando?? Difficile rispondere, di seguito una riflessione tratta da Patuasia:

"Troppi errori sta commettendo la minoranza. Una parte della minoranza, perché l’UVP viaggia spedito verso il suo traguardo politico: la riunificazione dell’Union valdotaine sotto l’egida dei Viérin. Mi chiedo se il PD e i grillini si siano accorti di come tutta questa polverosa operazione nei fatti favorisca uno solo, Laurent Viérin. Non pare. L’UVP spinge sull’acceleratore, sopporta bene l’idea di un governo provvisorio, ma vuole andare al più presto a elezioni anticipate. Perché? Perché Laurent Viérin vuole essere legittimato dal voto popolare. Non sarà il Presidente della transizione e forse neppure assessore, è troppo scaltro. Questa confusione e tale rimarrà ancora per qualche mese, gli fa gioco. Lui si presenterà come il salvatore della Petite Patrie, il nuovo leader, colui che saprà riunificare le anime disperse dell’Union. Con lui finirà la diaspora e si aprirà una nuova era. Rossonera. Per evitare uno scenario di questo tipo, che concederà poco spazio all’opposizione con tutti che vorranno salire sul carro del vincitore ed eroe, credo sia meglio lasciar cuocere Rollandin nel brodo rovente della crisi, lasciare a lui il compito doloroso di districare i nodi, perché doloroso sarà. Aspettare il momento giusto che non è certo questo (rinvii a giudizio dietro l’angolo). Lasciare che la guerra fra i due clan si consumi fra loro e stanchi definitivamente la popolazione valdostana. Perché l’alternativa vera passa proprio da qui: dal superamento definitivo della tribalità localista per raggiungere, con qualche secolo di ritardo, la modernità. Ma ormai credo che sia troppo tardi. I Viérin hanno creato una breccia che, grazie alla collaborazione degli alleati, si sta allargando sempre più ed è difficile da contenere. Larghissime intese, dunque. E i due grillini daranno il sostegno esterno a quello che a livello nazionale considerano come una mostruosità? Soli all’opposizione? Insieme a Rollandin? Uhaaa uhaaaa uhaaaa!"
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Zucchero
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MessaggioInviato: Sab 05 Apr, 2014 21:28     Oggetto: Rispondi citando

Altra riflessione tratta da Patuasia, quanto ci azzecca...

"Leggo sulla stampa le dichiarazioni dei consiglieri del PD: “… meschino tentativo dell’Uv e di Stella Alpina che, non avendo più i numeri per essere maggioranza, cercano di gettare discredito su di noi facendo trasparire l’ipotesi di un possibile accordo per il salvataggio della giunta… Questa giunta deve dimettersi: punto! O si fa un governo di cambiamento o si va ad elezioni”. Perché meschino? A me sembra normale che la maggioranza cerchi di salvare se stessa, dopotutto non è lì per caso, ma è stata eletta da una bella fetta di elettorato. Invocano con un refrain ormai logoro, il Governo di cambiamento. Ma un simile Governo non può prescindere dall’appoggio di qualche unionista o stellalpino. Dunque la trasformazione rivoluzionaria di un sistema avverrebbe, secondo loro, grazie a uno come La Torre? Un Perron? Un Fosson? Mi chiedo se non si rendano conto di quanto risultino poco credibili, usando un linguaggio roboante e veramente fuori luogo. I consiglieri di Alpe rincarano la dose: “Escludiamo che vi possano essere convergenze di visione e di metodo con chi ha governato la Regione in questi ultimi sei anni”. Scusate, ma in questi sei anni Laurent Viérin dov’era? Quindi le convergenze di visione e di metodo con qualcuno le hanno imbastite, perché non credo che il figlio di papà Dino sia profondamente cambiato nel frattempo. Alessia Favre, presidente dell’UVP, espone con la sicurezza di chi ha in mano le redini dell’opposizione, il concetto di fondo: ”Finalmente è chiaro a tutti che siamo noi gli oppositori al sistema”. Se i mal di pancia ci sono stati a causa di questa affermazione, non sono trapelati all’esterno, ma sono facilmente intuibili. La minoranza nasconde, come è logico, la sua debolezza e mostra i muscoli, che però risultano piuttosto flaccidi. Più palestra in Consiglio avrebbe dato il tono giusto, ah la fretta! E’ convinta di essere in 17 e fa male i conti, perché li voglio proprio vedere i due pentastellati che danno l’appoggio esterno a una Giunta con Fosson come Presidente o con qualsiasi altro unionista appena fuoriuscito dal sordido sistema. Sarebbe una scelta piuttosto imbarazzante e difficilmente giustificabile verso il loro elettorato. Incolpa Rollandin di questo stallo, ma è ingiusto. Lo stallo non lo ha creato lui: ma davvero pensava che si sarebbe dimesso dall’oggi al domani? Scorretto quindi attribuirgli questa responsabilità che invece è tutta della minoranza. Dell’urgenza di fare non si è capito ancora che cosa. Mi auguro che sia il PD sia Alpe si smarchino al più presto dai disegni di onnipotenza espressi dalla leadership dell’UVP e decidano per il bene dei valdostani che non si crea con le posizioni ideologiche (per essere generosa), ma con senso della realtà."

 
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Zucchero
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MessaggioInviato: Mar 22 Apr, 2014 22:37     Oggetto: Rispondi citando

Dopo le dimissioni odierne della Giunta riporto una riflessione sui contributi a fondo perso, di chi si parla in queste righe??


Chiedo aiuto per capire la differenza tra rollandinismo e Renaissance. Andiamo per ordine: siccome possiedo un rudere, nell’anno 2010 mi sono interessato alla legge regionale numero 19 /2001, quella che prevede “ interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali”. Se ho ben capito le carte, in quell’ anno erano previsti contributi a fondo perduto per 200.000 euro. Purtroppo l’Alzheimer galoppante mi ha impedito di adire al finanziamento nell’anno 2010. Opportunamente curato, mi sono però rifatto l’anno seguente. Meraviglia, giubilo, godimento sfrenato! Esaminando le carte ho constatato che per tutto il 2011 il contributo a fondo perso era decollato verso il cielo e, da principesco, era diventato regale, o se preferite imperiale, augusteo: 500.000 euro a fondo perduto, una vera pacchia!
Purtroppo il ricorrente Alzheimer mi ha bloccato per tutto il 2011, per cui non ho richiesto la manna dal cielo del mezzo milione di euro.
Sono però riemerso dalla demenza nel 2012, ben deciso a valorizzare il mio rudere (quello edilizio, non me stesso…). Così sono andato a rileggermi la legge regionale n°19/2001. Lo credereste? Il contributo di mezzo milione, in vigore in tutto il 2011, era sceso di nuovo: da augusteo, imperiale e regale (500.000 euro) era tornato solo principesco (200.000).


Morale: ho deciso di guarire dall’Alzheimer, di sbarazzarmi di un rudere che non ho mai posseduto e di cercare di evitare di essere preso per il c*** come cittadino. Così chiedo ai 17 (15+2) consiglieri che hanno firmato il grandioso patto della Renaissance, per una svolta amministrativa epocale, di avvalersi dell’articolo 116 del regolamento del Consiglio e di chiedere all’assessore competente i nomi dei 5 beneficiari della legge 19/2001 nel 2012. Mi interessa solo quell’anno eh? Solo il 2012. Gradirei “les noms et le cognoms” dei benificiari e i comuni di appartenenza . Agisco per ammirazione: i bene informati aspiranti imprenditori, cinque in tutto, si sono spartiti un regalo di ben due milioni e mezzo di euro: come dicevano i celti, con tipica espressione franco-provenzale, “esticazzi!”. L’art 116 del regolamento consiliare prevede l’obbligo di risposta entro 30 giorni, posso farcela ad attendere. Se siete veramente sentinelle dei cittadini contro il metodo Rollandin, come sopratutto M5S e Pd sostengono di essere, sono certo che mi illuminerete su questa che mi pare delinearsi come una vera “cochonnerie”. Come dite “porcata” voi italiani? Noi celti la chiamiamo così… . Ripeto la domanda: chi sono i 5 fortunati mortali che si sono spartiti due milioni e mezzo di euro nel 2011?
In caso non mi rispondiate, mi sorgerà il sospetto che voi di Alpe, Pd, Uvp e M5S siate più fedeli ai vostri alleati che alle vostre idee.
In questo caso, anche se vale poco, il mio voto alle europee non lo prenderete. (roberto mancini)
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Zucchero
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MessaggioInviato: Ven 09 Mag, 2014 16:10     Oggetto: Rispondi citando

tratto da Patuasia

Citazione:
Così scrive Laurent Viérin sul sito dell’UVP: ” Apprendiamo oggi, purtroppo, con amarezza, che la Valle d’Aosta scompare anche dal salone del libro di Torino, dopo anni di presenza. Uno dei più importanti saloni internazionali, grande occasione di promozione culturale per la nostra Regione. Che tristezza vedere la Cultura cancellata per una comunità come la nostra. Tutto questo mentre, drammaticamente, certe grandi opere continuano, assieme ai super manager da 300 mila euro all’anno… Triste realtà per una comunità che sta perdendo la propria identità e una Amministrazione che sta facendo morire la Cultura.”. La Valle d’Aosta scompare dal Salone del libro. Avete mai visto il Veneto al Salone del libro? O il Lazio? O la Campania? Io no. Io ho sempre visto i libri, le case editrici, gli autori, gli editori… regioni mai. Ricordo il grande stand della Regione Piemonte, della Provincia e della città di Torino, ma era uno spazio istituzionale dovuto in quanto ospite della manifestazione. Quindi… un passo avanti verso la normalizzazione che vuole le case editrici come imprese che fanno investimenti. Le nostre troppo piccole per affrontare i costi? Che creino una cooperativa di scopo e magari chiedano un piccolo contributo pubblico per pagarsi uno stand. Perché mai deve pensarci in toto la Regione? Ci lamentiamo sempre che la Grande Sorella sorveglia su tutti e poi quando lascia il campo ci sentiamo orfani? E poi da chi arriva la predica!

Da uno che ha massacrato la Porta Pretoria! Da uno che ha umiliato il Teatro romano con un’impalcatura di ferro! (I costi per smontarla a quanto ammontano? Mi dicono a 50 mila euro. Sai che bel contributo per le piccole case editrici locali!). Da uno che ha proposto un centro benessere nell’area megalitica di Saint-Martin! Da uno che ha gettato al cesso soldi per un premio tanto stupido quanto costoso quale è stato il premio Mogol! Da uno che voleva l’ospedale esattamente dove lo vuole Rollandin! Ma di quale cultura è mai stato promotore Laurent Viérin? Ha semplicemente costruito un esercito di beneficiati, controllando, da bravo politico, tutte le offerte selezionandole in base al suo tornaconto personale. Gli unici politici che hanno dato alla cultura il suo libero spazio, svincolandolo dal rapporto diretto con il politico, sono stati Liborio Pascale che aveva delegato il compito a un direttore artistico: Janus di Torino (mai avuto niente da lui, ma gli riconosco l’unico periodo di “rinascimento contemporaneo” che ha vissuto la nostra regione) e poi Ennio Pastoret che aveva affidato a una curatrice, Antonella Crippa di Milano, il compito di selezionare gli artisti valdostani per una serie di esposizioni. Una scelta che rientra nella normalità del gestire la Cultura, liberandola dal clientelismo e affidandola al merito. Un modus operandi che non mi sembra appartenere al giovane-vecchio-ex assessore.
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Zucchero
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MessaggioInviato: Mar 27 Mag, 2014 17:55     Oggetto: Rispondi citando

Aosta _ La Stampa

27/05/2014 - politica di Daniele Mammoliti

Citazione:

Avvertenza per il lettore: il confronto tra elezioni di diversa natura è sempre azzardato. Tuttavia questa volta l’operazione è in qualche modo semplificata da una serie di fattori, a partire dalle ragioni su cui è stata costruita la candidatura di Luca Barbieri.



Uvp, Alpe e Pd (o per meglio dire, il gruppo consiliare Pd-Sinistra VdA) hanno tentato all’inizio di creare un listino collegato e poi si sono adeguati all’ipotesi di inserire il loro rappresentante nella lista Pd del Nord Ovest con l’obiettivo più o meno dichiarato di «contarsi» per verificare lo stato di salute della «Renaissance».



Nonostante il roboante 47 per cento toccato dal Pd, però, i conti non tornano, specie se si guardano i numeri assoluti. In una tornata elettorale disertata da Uv e Stella Alpina e con una crisi politica che ieri ha compiuto 2 mesi, il Pd ha sfiorato i 22 mila voti. Tanti, ma meno della somma che Uvp, Alpe e Pd hanno raggiunto un anno fa alle Regionali quando, in tre, sono arrivati a 29 mila 187 voti: ne mancano settemila, che chissà dove sono finiti.



E non basta nemmeno aggiungere i 3500 voti di Tsipras per toccare la quota del 2013. Peraltro la consegna che Uvp e Alpe hanno dato ai loro nelle scorse settimane non era quella di votare Pd ma, semmai, di votare Barbieri, il quale però si è fermato a 8128 preferenze personali. Per avere termini di confronto: alle precedenti Europee, quelle del 2009, Aurelio Marguerettaz candidato del listino «Vallée d’Aoste» (apparentato con il Pdl) portò a casa il doppio delle preferenze (16 mila 134), Raimondo Donzel che correva per il Pd ottenne 3658 voti e Roberto Louvin, in lizza per un listino apparentato con l’Idv, raccolse 8336 preferenze, oltre 200 più di Barbieri.



Senza contare che, come ha dichiarato apertamente il presidente della Stella Alpina Maurizio Martin e come confessato da alcuni altri in via confidenziale, sul simbolo del Pd sono arrivati i consensi di diversi elettori unionisti e stellati, attratti dal renzismo trionfante ma anche desiderosi di mandare un messaggio di apertura verso la segreteria targata Fulvio Centoz.



L’area autonomista di governo, peraltro, ha giocato su più fronti: ne sa qualcosa Alberto Cirio, assessore al Turismo della Regione Piemonte, candidato di Forza Italia (ed eletto a Bruxelles) che in un Comune come Brusson si è rivelato il più votato di tutti - compreso Barbieri - con 49 preferenze personali.



Resta l’incognita del Movimento 5 Stelle: rispetto alle Regionali, nelle quali aveva ottenuto 4773 voti, raddoppia e arriva a 9096, cifra che però è distane dai 14 mila voti presi alle elezioni Politiche di un anno fa.
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Zucchero
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MessaggioInviato: Sab 14 Giu, 2014 13:27     Oggetto: Rispondi citando

Anch'io mi congedo dal "vecchio" forum per ritovarvi sul nuovo spazio con un' ultima citazione tratta da Patuasia:

Citazione:
Faccenda singolare letta su Aostacronaca.it. Una maestra elementare di Roisan, tal Caterina Binanti, viene allontanata da scuola perché accusata di comportamenti poco ortodossi. Trasferita con ordine di servizio firmato dal dirigente scolastico. Assessore regionale all’Istruzione, Laurent Viérin e Sovrintendente agli studi, Patrizia Bongiovanni. La versione dell’insegnante è altra. Nel 2010 il figlio era candidato in una lista antagonista a quella di colleghi, genitori, amici e parenti, i quali con lettere anonime e accuse false l’avevano presa di mira per, evidentemente, colpire il figlio. Grazie alle dichiarazioni di testimoni attendibili e alle prove il giudice Eugenio Gramola ha sentenziato l’annullamento del trasferimento. La maestra è tornata al suo posto. E la Regione paga le spese processuali. Sembra una storiella a lieto fine, in realtà è molto di più. Questa è mafia bella e buona. E’ cultura mafiosa autoctona. Quella che brucia i fienili. Quella che ti mette dentro a un sacco e ti riempie di botte. Quella dell’usura. Delle Fontine adulterate. Delle bovine malate prima e delle bovine sane dopo. Dei contributi a pioggia. E delle faide per un pugno di voti. Folclore di paese. La ‘ndrangheta in questo caso non c’è. E’ tutta roba locale. Roba di origine controllata. Controllata da chi?
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