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Trenino Cogne - Pila - TUTTO QUI
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NiRa
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MessaggioInviato: Mer 11 Set, 2013 12:54     Oggetto: Rispondi citando

Proprio per non buttare i soldi già spesi mi sembra opportuno arrivare al completamento dell'opera. In caso contrario, quelli saranno senz'altro buttati, con buona probabilità di buttare anche quelli della funivia ( nonchè forse anche dell'impianto già esistente a Cogne ).

Comunque, la teoria della complementarietà Cogne/Pila mi sembra accettata troppo acriticamente solo perchè è un "ragionamento" apparentemente ovvio.

A mio avviso i veri vantaggi dalla costruzione della funivia saranno circoscritti al momento della realizzazione ed a un almeno iniziale incremento di valore degli immobili ( si potrà costruire e vendere dicendo che si deve andare incontro ad un prevedibile incremento della domanda, che si fa parte di un grande comprensorio, etc) . Qualcuno si sta accorgendo che non sono più replicabili momenti e modelli del passato?
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Zucchero
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Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Mer 11 Set, 2013 18:15     Oggetto: Rispondi citando

Non sono d'accordo, allora tutte le opere incompiute in Italia vanno portate a termine? Il trenino é stato un fallimento, certo a molti costa ammetterlo.
La Funivia come sarebbe concepita permetterebbe di salire da aosta e con i vari impianti arrivare a Cogne senza mettere gli sci e viceversa. Un collegamento attivo tutto l'anno tra due valli che molto hanno in comune e che facendo rete avrebbero solo da guadagnarci entrambe.
Pareri opposti i nostri Wink
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Salvatoreb
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Residenza: Milano

MessaggioInviato: Gio 12 Set, 2013 11:03     Oggetto: Rispondi citando

Da esterno direi che la costruzione di una funivia per Pila apporterebbe ben pochi vantaggi a Cogne, mentre il "famoso" trenino se fosse seriamente allacciato al discorso del percorso minerario ed alla storia delle miniere forse potrebbe rilanciare un certo tipo di turismo che all'estero e non solo (basta vedere le ex miniere nella zona di Piombino) funzionano e nella stagione invernale collegare Cogne a Pila per chi vuole fare discesa su piste diverse da quelle di Cogne.
Gli sprechi assurdi del passato purtroppo rimangono e nessuno pagherà purtroppo ma evitiamo di costruire opere enormi per non più di 200-300 persone al giorno visto che saranno poi questi inumeri di chi andrà, in media ottimistica, da Cogne a Pila e viceversa.

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sal
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Flavio Menolotto
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MessaggioInviato: Dom 29 Set, 2013 16:20     Oggetto: miniera e tranvia su "Il Fatto Quotidiano" Rispondi citando

Nella giornata della proiezione del documentario sulla miniera segnalo che domani verrà pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" un servizio sulla miniera e la tranvia.

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Cordiali saluti da Flavio Menolotto
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Tsatagnon
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Residenza: San Giorgio Morgeto

MessaggioInviato: Lun 30 Set, 2013 19:09     Oggetto: Re: miniera e tranvia su "Il Fatto Quotidiano" Rispondi citando

Flavio Menolotto ha scritto:
Nella giornata della proiezione del documentario sulla miniera segnalo che domani verrà pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" un servizio sulla miniera e la tranvia.

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tomaso
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Registrato: 30/11/10 12:32
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MessaggioInviato: Mar 01 Ott, 2013 11:42     Oggetto: Sito minerario Rispondi citando

Se Cogne perde anche questa occasione, perderà per sempre la sua anima!
I Cognen devono essere uniti su un argomento così importante come il sito minerario. Bisogna mettere da parte i colori dei partiti politici e gli interessi particolari privati, altrimenti finirete per perdere un patrimonio inestimabile e un'identità centenaria. Volete far rivoltare nelle tombe i vostri avi che dalla miniera hanno tratto quelle finanze che vi hanno permesso di arrivare all'attuale benessere? Cogne e i suoi abitanti non sono solo il vile interesse tradotto in soldi, ma soprattutto l'insieme di 1400 cc. persone che dovrebbero continuare a portare avanti una storia e un' identità particolare che viene dal profondo di ognuno di voi che si sente Cugnen. Cordiali saluti
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Zucchero
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Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Mar 01 Ott, 2013 12:40     Oggetto: Rispondi citando

Un articolo in stile UVP, daltronde il vice Direttore del Fatto Quotidiano non é altri che Travaglio.
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tormenta
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MessaggioInviato: Mer 02 Ott, 2013 6:44     Oggetto: Rispondi citando

proprio un articolo fatto per screditare cogne e quasi uno spot uvp che non fa informazione.
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Flavio Menolotto
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Messaggi: 133

MessaggioInviato: Mer 02 Ott, 2013 19:54     Oggetto: Rispondi citando

Da "Aosta Sera" odierno, link
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Cordiali saluti da Flavio Menolotto

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Miniere di Cogne, basterebbe un progetto Ue per evitare il degrado.

Cogne - "Il 31 prossimo ottobre con la definitiva cessazione della concessione mineraria, si chiuderà il sipario su uno dei più importanti siti di estrazione del nostro paese".

Cara redazione,
un articolo a piena pagina, apparso il 30 settembre su una testata nazionale (Il fatto quotidiano, a firma S.Rubino) ha riportato all'attenzione pubblica la questione del sito minerario valdostano, il più alto e articolato d'Europa, con epicentro a Cogne, nelle miniere di Costa del Pino e Colonna.
Ormai la ferrovia del Drinc, come la miniera di Colonna, sono diventati famosi, vale la pena comunque ricordare, che la prima è stata l'opera di ingegneria mineraria più importante del mondo fino al dopoguerra, oltre a via di fuga in ogni situazione di emergenza e che la seconda è lo stabilimento minerario più alto e straordinario d'Europa.Tuttavia le eccezioni non si fermano qui perché ciò che invece è noto solo a poche persone, oltre agli addetti ai lavori, è la parte non visibile, celata sottoterra, ancorché perfettamente funzionante, costituita dal percorso minerario vero e proprio. Chi ha avuto la fortuna di vedere il film "Questa Miniera" di Valeria Allievi, prodotto lo scorso anno dalla Regione Valle d'Aosta, avrà potuto farsi un'idea della suggestione di questo percorso, ma anche così non ha visto tutto. Perciò tentiamo di descrivere l'avventura:
Non sono necessari stivali o mantelle perché le gallerie sono asciutte.
Si arriva a Costa del Pino in funivia , in quindici minuti, compresa la visione della sala dei compressori, che servivano a far funzionare le macchine utilizzate in miniera a partire dal dopoguerra. Siamo una decina di persone adesso, dentro la montagna e prendiamo posto su un trenino elettrico giallo che ci trasporta per quasi un chilometro e mezzo in galleria fino alla base dello skip . Lo skip è il cuore meccanico della miniera di Cogne. E' uno strano ascensore, un grande cassone "coricato" , in ferro smaltato, che percorre 400metri di dislivello inpochi minuti e raggiunge Colonna. . Lo skip è contrappesato da un carrello che percorre una via parallela a quella principale e viene manovrato in una sala anch'essa visitabile, dove c'è un immenso argano montato come il filo di una macchina per cucire su un gigantesco rocchetto . Lo skip serviva per trasportare tonnellate di minerale più le persone. Oggi, non dovendo più trasportare il minerale , sarà azionato da un argano più leggero. Ciò consentirà di contenere i costi di alimentazione elettrica.
Abbiamo visto tutte le strane macchine ad aria compressa . A guardarle bene si capisce che sono scavatrici e perforatrici, anche se i tubi curvilinei che le attraversano le conferiscono la forma di macchine fantastiche per viaggiare nel tempo, e in effetti questo sono. Le perforatrici, l'argano, il trenino, e lo skip: macchine del tempo. Con esse, infatti, percorriamo a ritroso il viaggio del minerale, fino a Colonna dove usciamo alla luce su un panorama alpino che toglie il fiato. Da Colonna, in discesa, il minerale raggiungeva Aosta. (Una prima teleferica, inaugurata nel 1913, collegava la miniera a cielo aperto di Liconi, poi di Colonna, agli impianti di Moline. Da qui la ferrovia del Drinc, trasportava il minerale fino ad Acque Fredde dove un'altra teleferica raggiungeva gli stabilimenti di Aosta.)
"Il 31 prossimo ottobre, leggiamo sull'articolo di Silvano Rubino,, con la definitiva cessazione della concessione mineraria, si chiuderà il sipario su uno dei più importanti siti di estrazione del nostro paese (…) senza elettricità né manutenzione il degrado sarà rapidissimo e inarrestabile"(…)
E noi perderemo tutto, la ferrovia del Drinc, Colonna, le Miniere, lo Skip e tutte queste macchine del tempo, con cui si può viaggiare a ritroso, lungo la strada del ferro che ci porta nel cuore della montagna e di un'identità mineraria a cui apparteniamo tutti.
Mentre basterebbe "un progetto europeo o di competitività regionale, che finanzi questa operazione, da far rientrare nella programmazione di fondi europei 2014-2020." E la volontà di farlo.

Comitato Il Cuore di Ferro della Valle d'Aosta

02/10/2013
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Zucchero
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MessaggioInviato: Dom 06 Ott, 2013 10:01     Oggetto: Rispondi citando

Sugli organi di Stampa locale a proposito della Miniera di Cogne si parla di chiusura e mancata valorizzazione. Luca Foretier che afferma " La  miniera è una ricchezza più unica che rara. In un'altra regione,che sia Trentino,Piemonte o Sardegna,sarebbe stata debitamente valorizzata e non abbandonata come a Cogne" fino a tre anni e mezzo fa era Consigliere comunale !!!! Cos'ha fatto allora??
Forse è il caso venga fatta un po' di chiarezza al fine di evitare sparate che non fanno bene a Cogne, ai Cogneins e nemmeno ai nostri avi che nella Miniera hanno vissuto e qualcuno prorio per le sue polveri nei polmoni ci é morto.
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tormenta
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MessaggioInviato: Ven 11 Ott, 2013 6:57     Oggetto: Rispondi citando

leggendo la vallee sembra che si debba chiudere una fabbrica di 1000 dipendenti, non penso che lasciando 3 dipendenti le miniere possano rivivere. Poi mi chiedo perche mai nessuno se ne preoccuoato in 30 anni? Non so se fitecna fosse stata un azienda privata se avrebbe tenuto personale per 34 anni.da contribuente mi chiedo quanto ci è costato l'ambaradran trenino piu mantenimento miniere?? Per avere oggi zero e neppure un museo decente come anni fa.
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Jean Pierre Feo
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MessaggioInviato: Ven 11 Ott, 2013 9:24     Oggetto: Rispondi citando

In merito al Museo basti ricordare che la Giunta Caveri, con L.r. 12/2008, ha soppresso il Museo Minerario regionale (istituito con L.R. 6/1992) che era previsto a Cogne, per il quale era stato realizzato un progetto esecutivo con dotazione finanziaria per realizzarlo di 542.000 Euro.
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barbara
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MessaggioInviato: Sab 12 Ott, 2013 17:06     Oggetto: Rispondi citando

Ormai Zucchero dovrebbe aver recepito, come sanno tutti da tempo, che se fin'ora non è stato possibile riconvertire il bacino minerario in chiave turistico/culturale, è perché le miniere (Costa del Pino e Colonna) erano ancora di proprietà della società concessionaria Fintecna. Dal 31 ottobre 2013 si potrà fare qualcosa. Sarei felice di conoscere le opinioni di Zucchero in proposito. Lei che cosa suggerisce?

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Zucchero
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MessaggioInviato: Sab 12 Ott, 2013 18:02     Oggetto: Rispondi citando

Certo...recepito che la campagna mediatica in corso é pura speculazione politica; credo che chi di buon senso lo possa capire bene.
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barbara
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MessaggioInviato: Sab 12 Ott, 2013 18:31     Oggetto: Rispondi citando

Se non hai nulla da suggerire per il bacino minerario e cambi da sola gli argomenti che introduci, il tuo è un monologo, addirittura una serie di frasi a senso incompiuto, ma non è un dialogo. Per questo c'è facebook.
buonanotte

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Zucchero
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MessaggioInviato: Sab 12 Ott, 2013 21:13     Oggetto: Rispondi citando

Deve sempre avere l'ultima parola, le suggerisco di continuare come aveva iniziato: continuando a darmi del Lei. Avremo modo di confrontarci sui fatti e non sulle "fantasie"...Le auguro una buona notte!
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NiRa
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MessaggioInviato: Lun 14 Ott, 2013 12:23     Oggetto: Rispondi citando

Segnalo quanto può succedere quando si rinuncia ad una concessione mineraria. Il caso riportato è quello della piccola miniera di manganese di Gambatesa (GE), che per anni ha attratto turisti che potevano visitare con il trenino minerario anche l'interno della miniera.
Non so se identici ragionamenti valgano in caso di regioni a statuto speciale; comunque la problematica mi sembra meritevole di attenzione.

“La vicenda della miniera è complessa e di non facile soluzione – ha spiegatol'assessore regionale all'ambiente, ndr – la società mineraria Sil.Ma, negli ultimi anni di gestione del museo minerario si avvaleva della Cooperativa Pangea per quanto riguardava le attività di fruizione del museo, le visite guidate, il bar e altri servizi. Venuta meno la concessione mineraria alla società Sil.ma, nel 2012 è subentrato l’Ente parco dell’Aveto che ha affidato per un breve periodo la gestione alla stessa cooperativa. Nel marzo del 2012 l’Ente ha sospeso le visite anche per la mancata definizione della normativa di sicurezza da applicare. A seguito della decisione, le visite sono crollate a meno di un centinaio in tutto il 2012 ed è venuta meno la ragione di mantenere la concessione a Pangea. Per quanto riguarda le iniziative assunte dalla Regione, è stato costituito un apposito gruppo di lavoro per la redazione di un testo normativo sull’impiego a scopi turistici, didattici e scientifici delle miniere in esercizio e dismesse. Tale gruppo di lavoro, però, ha sospeso l’attività a fronte della difficoltà nel corretto inquadramento del regime proprietario operante sui terreni interessati da giacimenti minerari, nonché sulle competenze regionali in materia mineraria e di sicurezza. E’ stato quindi chiesto un parere all’Avvocatura regionale la quale ha segnalato il permanere della proprietà statale delle miniere anche dopo la loro chiusura ed ha indicato la possibilità di utilizzare lo strumento dell’accordo di valorizzazione dei beni culturali. Sulla base di questo parere, sono state formalmente contattate l’Agenzia del Demanio e la Direzione regionale della Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici per stipulare un tale accordo che fornisca il necessario quadro giuridico di riferimento nel quale collocare, in assenza di una normativa nazionale, la fruizione didattico museale della miniera dismessa. Lo scorso 5 marzo l’incontro con l’Agenzia del Demanio e la Soprintendenza ha avuto esito negativo. L’Agenzia non ha ritenuto di poter condividere l’orientamento regionale sulla permanenza della proprietà statale sulla miniera. Venuta meno tale ipotesi resta la possibilità di dichiarare la miniera bene culturale attraverso il procedimento ordinario, per quanto più lungo e la Soprintendenza è ampiamente disponibile a percorre tale strada con l’aiuto del Parco e del Comune. La qualifica di bene culturale consentirebbe tra l’altro di derogare alle normative di sicurezza in modo da non dover snaturare il percorso museale così come si presenta. Sono già in corso le prime ricerche catastali”.
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tormenta
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MessaggioInviato: Mar 15 Ott, 2013 7:01     Oggetto: Rispondi citando

mi piacerebbe capire perche il museo era stato soppresso[/u]
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NiRa
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MessaggioInviato: Mar 15 Ott, 2013 12:03     Oggetto: Rispondi citando

La coltivazione della miniera era praticamente al minimo da tempo, attiva credo saltuariamente.

Per iniziativa di alcuni volonterosi alcuni locali all'esterno erano stati trasformati in museo, ma la parte più interessante per i visitatori era costituita dalla possibilità di visitare,in alcune giornate e sul vecchio trenino minerario, attrezzati con caschi, mantelli impermeabili etc., anche le gallerie.

Venuta completamente meno la coltivazione, la società titolare della concessione mineraria ha deciso di rinunciare alla concessione stessa.

Venuta meno la concessione, il sito non è più definibile una miniera, per cui non è chiaro che norme di sicurezza applicarvi, non essendo più possibile applicare quelle proprie di un sito minerario.

Per questo motivo non è stato più possibile ammettere i visitatori nelle gallerie, neppure a bordo del trenino ( che, senza la concessione, non è più definibile un impianto minerario ).

A quanto si legge non è chiaro che tipo di presidi a salvaguardia della sicurezza debbano essere presenti in un sito "ex miniera". In questa incertezza ( descritta nel testo precedentemente citato ) il museo resta limitato alla parte all'aperto, ovviamente molto meno attrattiva, con conseguente caduta verticale del numero dei visitatori.
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barbara
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MessaggioInviato: Mar 15 Ott, 2013 14:26     Oggetto: Rispondi citando

Se Jean Pierre si riferisce alla legge 12 /2008 sul parco minerario, varrebbe forse la pena che approfondisse anche le ragioni della stessa:
Il parco minerario è un'iniziativa prevista dalla legge regionale n.12/2008 “Disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi”. L'Amministrazione regionale ha inteso di mettere in essere gli strumenti normativi per consentire il recupero dei siti minerari presenti sul territorio, sia in termini di messa in sicurezza, sia di recupero e di valorizzazione ai fini culturali e turistici. Il progetto di Parco Minerario, automaticamente faceva decadere quello di Museo regionale.
La Valle d'Aosta con questa legge si è dotata di una normativa molto innovativa nel settore, che dovrebbe solo essere applicata.Naturalmente per quanto riguarda la musealizzazione del sito di Cogne, occorreva aspettare che fosse appunto dismesso.
E, per rispondere a Tormenta, il progetto di un Parco Minerario avrebbe successivamente incluso i musei vari ed eventuali. Probabilmente le Giunte successive non hanno attribuito una grande importanza agli sviluppi potenziali di questa legge.

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barbara
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