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Abolizione province

 
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Autore Messaggio
Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Mer 26 Mag, 2010 19:51     Oggetto: Abolizione province Rispondi citando

Citazione:
ROMA - Confermata l'abolizione di 10 province. Sul sito del ministero dell'Economia e' scritto che si tratta di province con meno di 220mila abitanti. Eccole di seguito: Nel Piemonte ci sono Biella e Vercelli; in Toscana, Massa Carrara; nelle Marche, Ascoli Piceno e Fermo; nel Lazio, Rieti; nel Molise, Isernia; nella Basilicata, Matera; in Calabria, Crotone e Vibo Valentia. (RCD)

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L'ultima modifica di Giuseppe Cutano il Dom 14 Ago, 2011 18:19 , modificato 1 volta
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Mer 26 Mag, 2010 19:57     Oggetto: Rispondi citando

Ecco i provvedimenti tratti dal sito del ministero del tesoro


Citazione:
PACCHETTO TAGLI
COSTI DELLA POLITICA
A partire dal 1° gennaio 2011 sono ridotti del 10% il trattamento economico dei
ministri e dei sottosegretari che non siano membri del Parlamento nazionale e i
compensi dei componenti degli organi di autogoverno (Csm, Consigli di presidenza
della giustizia amministrativa, contabile, tributaria, militare, consiglio di giustizia
della Regione Siciliana) e del Cnel.
E’ effettuata una riduzione dei rimborsi per le spese elettorali a favore dei partiti
politici. Il taglio decorre dal primo rinnovo di Senato, Camera, Parlamento europeo e
Consigli regionali.
I titolari di cariche elettive che ricoprono anche incarichi conferiti dalle pubbliche
amministrazioni, hanno diritto al solo rimborso delle spese sostenute e, ove previsti, i
gettoni di presenza non possono superare i 30 euro a seduta.
Tutti i risparmi realizzati a partire dal 2011, nell’esercizio delle loro prerogative,
dagli organi costituzionali (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Corte
costituzionale) e dalle regioni (attraverso tagli ai trattamenti economici di
governatori, assessori e consiglieri regionali) andranno ad alimentare un apposito
fondo.
L’apporto di ciascun organo verrà indicato distintamente.
I consiglieri comunali e provinciali percepiranno un’indennità di funzione
onnicomprensiva comunque non superiore ad un quinto di quella massima del
sindaco o del presidente della provincia. Inoltre le indennità previste per gli stessi
saranno diminuite, per un periodo non inferiore a tre anni, del 3% per i Comuni fino
a 15.000 abitanti e per le province fino a 500.000 abitanti, del 7% per Comuni fino a
250.000 abitanti e per le province tra 500.000 e 1.000.000 di abitanti e del 10% per
tutti gli altri. Sono esclusi i Comuni con meno di 1.000 abitanti. Nessuna indennità o
retribuzione possono avere i consiglieri circoscrizionali nonché gli amministratori di
Comunità montane, unioni di Comuni, enti territoriali che gestiscono servizi e
funzioni pubbliche.
COSTI DELL’AMMINISTRAZIONE
Per il triennio 2001-2013 è stabilito un taglio del 10% delle dotazioni dei Ministeri
che questi potranno modulare nell’ambito del proprio bilancio.
Sono escluse le risorse ordinarie per l’università e quelle destinate all’informatica,
alla ricerca e al 5 per mille.
Ulteriori riduzioni di spesa sono prescritte per la Presidenza del Consiglio dei
Ministri e i ministeri senza portafoglio.
Dall’entrata in vigore del decreto, la partecipazione agli organi collegiali ministeriali
e degli enti statali (con l’eccezione delle Commissioni tributarie) è onorifica. Gli
eventuali gettoni di presenza non possono superare i 30 euro. Identica regola vale per
la partecipazione ad organi collegiali di enti anche privati che ricevono contributi
pubblici. La violazione di questa norma comporta la responsabilità erariale, la nullità
degli atti e, per gli enti privati, la sospensione dei contributi. Da questa misura sono
esclusi, tra gli altri, Università, Camere di commercio, enti del Servizio sanitario
nazionale, Enti previdenziali e assistenziali nazionali.
Taglio del 10% delle indennità, compensi, gettoni e altri pagamenti corrisposti dalle
Pubbliche amministrazioni, comprese le autorità indipendenti, ai componenti degli
organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi
collegiali, titolari di incarichi di qualsiasi tipo, inclusi i commissari straordinari. I
tagli hanno decorrenza dal 1° gennaio prossimo. Il taglio non si applica ai trattamenti
retributivi e di servizio.
Tutti i compensi per gli incarichi conferiti a pubblici dipendenti da società
partecipate, sovvenzionate, vigilate ovvero in regime di concessione sono corrisposti
direttamente all’amministrazione di competenza e confluiscono nelle risorse destinate
alla parte variabile della retribuzione.
Tutte le società e gli enti pubblici che hanno un consiglio di amministrazione e un
collegio di revisori devono ridurre, in occasione del primo rinnovo, i loro componenti
rispettivamente a 5 e 3. L’adeguamento degli statuti deve essere immediato.
I compensi dei componenti del cda e del collegio sindacale delle società pubbliche
non quotate viene ridotto del 10%. La decorrenza è al primo rinnovo degli organi
societari.
Consulenze, formazione, sponsorizzazioni, rappresentanza.
Dal 2011, le spese per studi ed incarichi di consulenza sostenute dalle Pubbliche
amministrazioni – comprese le autorità indipendenti, escluse Università, enti e
fondazioni di ricerca – vengono ridotte dell’80% rispetto a quelle del 2009. Stesso
taglio è previsto per le spese per pubbliche relazioni, convegni, mostre, pubblicità e
di rappresentanza. Le spese di formazione (a eccezione di Forze armate e Polizia) e
per missioni all’estero, escluse quelle di pace o derivanti da impegni internazionali,
sono ridotte del 50% rispetto al 2009. Infine, vengono completamente abolite le spese
per sponsorizzazioni. Tutti i provvedimenti hanno decorrenza dal 1° gennaio
prossimo. Gli stessi tagli sono applicati alle società che fanno parte del conto
economico consolidato della Pa.
Auto blu
Dal 2011 taglio del 20% rispetto alla spesa sostenuta nel 2009 per acquisto,
manutenzione e noleggio di vetture di servizio e per l’acquisto di buoni taxi. Il
provvedimento riguarda tutta la Pa con l’eccezione di Vigili del fuoco e forze
dell’ordine.
Immobili pubblici
A partire dal 1° gennaio 2011 le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli
immobili utilizzati dallo Stato non possono eccedere il 2% del valore dell’immobile.
Il taglio non riguarda gli interventi per la sicurezza sui luoghi di lavoro e i beni
culturali. Anche gli enti locali dovranno adeguarsi a questi principi.
Gli Enti previdenziali pubblici provvederanno all’acquisto di immobili adibiti ad
ufficio e locati alla Pa.
Enti inutili
Sono soppressi una ventina di enti tra i quali i seguenti enti previdenziali: Ipsema,
Ispesl e Ipost. I primi due confluiscono nell’Inail, il terzo nell’Inps.
Sono soppressi anche Isae, Eim (Ente italiano montagna) e l’Insean (Istituto
nazionale per studi e esperienze di architettura navale) con accorpamento ai ministeri
di riferimento. Sono soppressi anche l’Ias (Istituto affari sociali) che confluisce
nell’Isfol e l’ Enappsmsad (Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori e
scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici), che confluisce nell’Enpals.
Il Comitato per l’intervento nella Sir è soppresso dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Il relativo patrimonio è trasferito a Fintecna.
I proventi derivanti dalla liquidazione degli enti disciolti sono destinati al fondo per il
finanziamento della partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali di pace.
Le società pubbliche non quotate in perdita per tre esercizi consecutivi non possono
ricorrere ad aumenti di capitale, trasferimenti straordinari o aperture di credito.
Enti inadempienti
Verrà meno il finanziamento pubblico per circa duecento enti che non hanno risposto
alle richieste di informazione inviate nei mesi scorsi per conoscere l’utilizzo dei
finanziamenti a carico del bilancio dello Stato.
Province
Sono abolite 10 piccole Province (con meno di 220.000 abitanti, non ricadenti in
regioni a statuto speciale)
PUBBLICO IMPIEGO
Trattamento economico pubblici dipendenti.
E’ previsto il congelamento del trattamento economico complessivo dei pubblici
dipendenti, compresi i dirigenti, fino al 2013.
Inoltre, nello stesso periodo, sono previsti tagli del trattamento economico secondo
scaglioni in via di definizione. E’ effettuato un taglio lineare del 10% delle indennità
dei capi degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri.
Per il biennio 2008-2009 i rinnovi contrattuali e i miglioramenti economici del
personale non contrattualizzato, con esclusione delle Forze di polizia e dei Vigili del
fuoco, non possono comportare aumenti retributivi superiori al 3,2%.
Nel triennio 2010-2012 è bloccato il rinnovo dei contratti e sono congelate le
progressioni di carriera e i passaggi di area dei contrattualizzati.
Per il personale non contrattualizzato (magistrati, militari e forze dell’ordine,
diplomatici, prefetti, professori universitari) sono congelati per il triennio 2011-13 gli
automatismi retributivi e le progressioni automatiche di carriera, con deroghe per
l’università.
Sospensione parziale del decreto Brunetta (c.d. ciclo di valutazione)
La norma è stata stralciata.
Personale a tempo determinato
Taglio del 50% della spesa 2009 dello Stato per il personale a tempo determinato e
per i co.co.co.
Turn over
L’attuale regime di turn over limitato del personale viene prorogato per due anni.
Nulla cambia per l’università.
INVALIDITA’ E PREVIDENZA
Invalidità
L’Inps effettuerà accertamenti sui requisiti degli invalidi civili, con un programma di
100.000 verifiche nel 2010 e 200.000 per ciascun anno nel 2011 e nel 2012.
E’ previsto per il 2011 un concorso delle Regioni ordinarie alle spese per l’invalidità
civile, tenendo conto della distribuzione pro-capite della spesa per invalidità civile in
ciascuna Regione.
Pensioni
E’ prevista dal 2011 una finestra mobile per le pensioni di vecchiaia, che scatta sei
mesi dopo la maturazione dei requisiti (attualmente sono tre mesi). Per i trattamenti
di anzianità sono confermate a regime due finestre (prima erano quattro) per il
pensionamento anticipato.
SPESA SANITARIA PER FARMACI
Quote di spettanza dei grossisti
La quota di competenza dei grossisti, nella filiera distributiva dell’assistenza
farmaceutica territoriale, viene ridotta dal 6,65% al 3,65%.
Aifa
Ai fini della riduzione della spesa farmaceutica, l’Aifa stabilisce i limiti alla
prescrizione di farmaci da parte dei medici di famiglia.
Asl
Sono introdotte linee guida nazionali per evitare inefficienze e sprechi nell’acquisto,
stoccaggio e distribuzione dei farmaci direttamente acquistati dalle aziende sanitarie.
Ospedali
Asl e ospedali devono motivare gli acquisti di beni e servizi a prezzi superiori a quelli
di riferimento, sottoponendoli agli organi di controllo e revisione.
PATTO DI STABILITA’ INTERNO ED ENTI TERRITORIALI
Patto di stabilità interno
Regioni, Province e Comuni con oltre 5.000 abitanti concorrono alla realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica nel triennio 2011-13 con corrispondente riduzione
dei trasferimenti statali.
Sono introdotte nuove sanzioni per il mancato rispetto del Patto da parte degli enti
locali.
NORME DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA PUBBLICA
Stanziamenti non utilizzati
Gli stanziamenti non utilizzati dai Ministeri negli ultimi tre anni, sono destinati al
fondo di ammortamento titoli di Stato.
ALTRE DISPOSIZIONI
Rimborsi Onu
I rimborsi dell’Onu per le missioni delle Forze armate italiane nelle missioni
internazionali di pace sono utilizzati per finanziare la partecipazione dell’Italia alle
missioni di pace.
Censimento
E’ indetto il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni
Aquila
Per i lavoratori autonomi, fino al 31 dicembre, è sospeso il pagamento dei contributi e
dei tributi.
Per tutti è sospeso il recupero dei tributi e dei contributi sospesi avverrà, a partuire
dal 2011, in sessanta rate senza interessi.

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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Sab 29 Mag, 2010 7:39     Oggetto: Rispondi citando

Ieri molti giornali smentivano sull'abolizione delle 10 province con meno di 220.000, ma questa mattina è nuovamente apparso nella bozza che verrà presentata a Napolitano. I consigli comunali dei comuni delle province abolite sceglieranno in quale provincia annettersi. (necessaria la continuità territoriale). Salva per 176 abitanti Asti.

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MessaggioInviato: Sab 29 Mag, 2010 19:28     Oggetto: Rispondi citando

Ecco parte del testo presentato al Quirinale.


Citazione:
12. Sono soppresse le Province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica al 1° gennaio 2009, inferiore a duecentoventimila abitanti.
13.Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, i Comuni già ricompresi nelle circoscrizioni delle Province soppresse assumono, secondo le procedure previste dall’articolo 21, comma 3, lettera d), del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’iniziativa concernente la propria aggregazione alla circoscrizione provinciale di una nuova Provincia o delle Province non soppresse nell’ambito della medesima Regione, ferma restando l’integrità del territorio comunale.


Quindi ci creeranno province a macchie di leorpardo? Bisognerà garantire anche una continuità territoriale? Vedremo
Problemi più grossi per Piemonte(abolizione BI e VC) e per Calabria (abolizione VV e KR)

Riporto l'articolo del testo unico
Citazione:
d) l'iniziativa dei comuni, di cui all'articolo 133 della Costituzione, deve conseguire l'adesione della maggioranza dei comuni dell'area interessata, che rappresentino, comunque, la maggioranza della popolazione complessiva dell'area stessa, con delibera assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati;

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MessaggioInviato: Mar 08 Giu, 2010 9:27     Oggetto: Rispondi citando

ormai la frittata è fatta e abolire delle provincia per me non ha senso....
tanto quegli statali fannulloni che ci lavorano saranno piazzati da qualche altra parte....
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Mer 09 Giu, 2010 17:49     Oggetto: Rispondi citando

Non hai tutti i torti.

Intanto procede l'iter ed iniziano a salvarsi alcune province.


Citazione:
MILANO - Piccole province addio, ritornano d'attualità le misure inizialmente previste nella manovra. Arriva infatti il taglio delle mini-province sotto i 200 mila abitanti. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha infatti approvato un emendamento del relatore al ddl sulla Carta delle Autonomie, Donato Bruno, che prevede che la popolazione delle province non possa essere in ogni caso inferiore ai 200 mila abitanti. L'emendamento è passato con i voti di Lega e Pdl mentre le opposizioni hanno votato contro.

PROVINCE MONTANE - Il taglio viene attenuato per le province il cui territorio sia per oltre il 50% montano: sopravvivranno quelle sopra i 150mila abitanti. L'emendamento sulle Province era l'unico rimasto da votare. Ora si attendono i pareri delle commissioni competenti sull'intero articolato, che molto probabilmente mercoledì avrà l'ok con il mandato al relatore a riferire in assemblea.
I criteri ai quali il governo si deve attenere, come si legge nel testo, partono dalla «previsione della soppressione di province in base all'entità della popolazione di riferimento, all'estensione del territorio di ciascuna provincia e al rapporto tra la popolazione e l'estensione del territorio e tenendo conto della peculiarità dei territori montani» per cui «il territorio di ciascuna provincia abbia un'estensione e comprenda una popolazione tale da consentire l'ottimale esercizio delle funzioni previste per il livello di governo di area vasta e tale da realizzare le maggiori economie di scala» e dunque una «popolazione di riferimento» che «non possa in ogni caso essere inferiore ai 200.000 abitanti, secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica relativi all'anno 2009». E ancora «attribuzione a una o più province contigue nell'ambito della stessa regione delle funzioni e delle corrispondenti risorse umane e strumentali della provincia da sopprimere; individuazione di una disciplina transitoria che assicuri la continuità dell'azione amministrativa e dei servizi ai cittadini».

LE PROVINCE ABROGABILI - Ma quali sono le province a statuto ordinario che rientrerebbero nel tetto previsto? In tutto le province a rischio sono 7. Secondo i dati Istat relativi all'anno 2009 sparirebbero sicuramente in quattro: Vercelli (180.111 abitanti) in Piemonte ,Isernia (88.895 abitanti) in Molise, Fermo (176.488 ab) nelle Marche e Vibo Valentia (167.334 abitanti) in Calabria. Altre tre province sono ancora in forse perchè pur avendo meno di 200 mila abitanti potrebbero non rientrare in quanto al 50% con territorio montano; si tratta della provincia di Biella e Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, e di Crotone in Calabria. E c'è chi perfino paventa che fissare un limite minimo di abitanti così basso sia il preludio alla creazione di nuove province in futuro.

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MessaggioInviato: Gio 10 Giu, 2010 6:00     Oggetto: Rispondi citando

purtroppo l'idea iniziale è buona....ma poi viene sempre stravolta...
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Ven 11 Giu, 2010 18:35     Oggetto: Rispondi citando

continuo alternarsi di notizie sull'argomento. Pare che si salvino anche Vercelli, Vibo, Fermo, Rieti e Isernia

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MessaggioInviato: Ven 03 Set, 2010 20:58     Oggetto: Rispondi citando

Pare che alla fine si siano salvate un po' tutte...
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Dom 14 Ago, 2011 18:23     Oggetto: Rispondi citando

Riproposta l'abolizione delle Province da 10 previste ad alcuni mesi fa ora passano a 26. Soglia alzata a 300.000 abitanti:

Alcuni articoli:
su Piemonte, Lombardia, Lazio, Calabria, Sicilia
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