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Ristrutturazione centrale idroelettrica di Chavonne
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Sab 26 Feb, 2011 12:47     Oggetto: Rispondi citando

Alla luce del comunicato ANSA voleva fare delle personalissime considerazioni.

1)Pare che questo dialogo non sia stato molto efficace, vista la mole di osservazioni pervenute da enti diversi

2)Le realizzazioni di CVA sono pressochè scarse fino ad ora, quindi non è possibile dare giudizi su cosa non si è fatto

3)Il discorso finanziario dovrebbe essere chiarito meglio e cioè come da Finaosta il denaro arrivi alle casse della regione. Pareva di aver sentito, ma qui non sono sicuro, che i soldi verrebbero utillizzati solo in caso d'urgenze, in caso contrario rimangono a disposizione di CVA per investimenti. (quindi non ricadono direttamente sulla popolazione)

4)Il discorso della C02 emessa è un valore che non calcola al netto delle emissioni dovute al cantiere (traffico di cantiere in particolare) e alle piante dismesse per fare posto alle discariche. Il valore, a mio avviso, dovrebbe essere decurtato di ciò, esplicitando un bilancio delle emissioni, anche se il valore si verificasse trascurabile.

5)Il discorso black-out non è più venuto fuori come rilevante, mentre nella presentazione era fra i primi punti

Ciao

_________________
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Dott.Grappein
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alessandra
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Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Sab 26 Feb, 2011 19:05     Oggetto: Rispondi citando

[quote="Giuseppe Cutano"]Alla luce del comunicato ANSA voleva fare delle personalissime considerazioni.

3)Il discorso finanziario dovrebbe essere chiarito meglio e cioè come da Finaosta il denaro arrivi alle casse della regione. Pareva di aver sentito, ma qui non sono sicuro, che i soldi verrebbero utillizzati solo in caso d'urgenze, in caso contrario rimangono a disposizione di CVA per investimenti. (quindi non ricadono direttamente sulla popolazione)

CVA è una società per azioni. E' una persona giuridica di diritto privato. E' soggetta a diritti e doveri quasi come fosse un soggetto fisico.
Detta in soldoni è tenuta ad onorare i suoi debiti ma a rigor di logica e di diritto a tenersi pure i suoi profitti.

Se qualcuno sa qualcosa di più, ci dia delucidazioni, siamo curiosi.
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NiRa
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MessaggioInviato: Dom 27 Feb, 2011 15:31     Oggetto: centrale di Chavonne Rispondi citando

alessandra ha scritto:
...Ora la CVA ci mette davanti ad un dilemma che sconvolge gli obiettivi che ci eravamo posti.
Questi obiettivi erano l'accoglienza, l'ospitalità, e il rispetto per il luogo in cui viviamo e che amiamo.
Un cantiere della durata di vari anni e una "diga" non sono certo il modo che avevamo in mente per accogliere gli ospiti in quella che dovrebbe diventare una "Perla delle Alpi".

La domanda a cui dobbiamo rispondere è questa:
cosa vogliamo fare da grandi?
vogliamo fare l'energia-pulita collaborando con CVA oppure vogliamo continuare a fare dell'ospitalità?
Dobbiamo prendere una decisione perchè c'è incompatibilità tra i due obiettivi e si illude chi crede il contrario.
...................................................................................................................................................................................................................................................................Non si tratta di fare alla CVA mille osservazioni tecniche si tratta di prendere posizione e di decidere diga Si/diga NO



Questo secondo me è e resta il punto.

Allora discutere tanto sul comunicato della CVA non ha molto senso:

1) è nei fatti che la realizzazione del progetto porterebbe utili alla CVA e quindi in qualche modo, anche indiretto, alla Regione.

Non credo che federalismo possa voler dire togliere risorse alla Regione per poi dirle che le può recuperare altrove "mettendo a reddito" ( in questo caso distruggendo) i propri assets, quali territorio, risorse idriche, attività turistiche, etc...(vedi l'accordo che ho già citato); è come la situazione di certi comuni che, avendo magri bilanci, largheggiano in concessioni edilizie per recuperare quattrini.

2) fallace l'argomento della CO2; visto che per definizione l'idroelettrico non ne produce, ne conseguirebbe senza possibilità di prova contraria che tale tipo di impianto può essere sempre realizzato, pena essere responsabili dell'aumento di CO2? troppo facile e troppo comodo. Come avrebbe detto il grande Totò:"...ma mi faccia il piacere!". Twisted Evil Twisted Evil
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tormenta
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MessaggioInviato: Gio 03 Mar, 2011 14:00     Oggetto: Rispondi citando

................dal sito internet..............di Cva..............................

Citazione:
POLITICA AMBIENTALE

Il perseguimento di una corretta Politica Ambientale richiede l’enunciazione di chiari
intenti strategici e la disponibilità di un’organizzazione aziendale adeguata; strumenti
essenziali di questa politica sono l’aggiornamento e la formazione del personale. Negli
ultimi anni, la Politica Ambientale dell’organizzazione ha subito un nuovo impulso con la
definizione di strategie più coordinate, supportate da cospicui investimenti e mirate al
raggiungimento di risultati misurabili nel breve, medio e lungo termine. Tale Politica si
basa su principi ed obiettivi strategici chiaramente definiti e consapevolmente assunti.
Principi
• La Compagnia Valdostana delle Acque S.p.A. deve garantire la disponibilità di energia a
costi competitivi, nel rispetto delle prescrizioni sia legali che volontariamente adottate
relative a tutti gli aspetti ambientali.
• Il perseguimento di elevati standard di prestazione e di sicurezza ambientale deve
procedere di pari passo con l’ottimizzazione dell’affidabilità degli impianti.
• La tutela dell’ambiente deve essere uno dei criteri che concorrono al processo decisionale
aziendale anche al di là del mero rispetto delle normative vigenti.
• L’energia idroelettrica deve essere valorizzata per i suoi molteplici aspetti ambientalmente
positivi.
Obiettivi strategici
• Aggiornamento per il continuo miglioramento delle tecnologie e delle conoscenze in
campo ambientale.
• Utilizzazione di processi e tecnologie che prevengono e/o riducono le interazioni
ambientali negative.
• Impiego razionale ed efficiente delle risorse energetiche e delle materie prime.
• Recupero dei sottoprodotti e dei rifiuti.
• Miglioramento sistematico della gestione ambientale nei diversi siti.
• Cura di un’immagine chiara e trasparente nel gestire le problematiche ambientali durante
tutto il ciclo produttivo.
• Valorizzazione delle potenzialità dell’energia idroelettrica per lo sviluppo sostenibile.
• Diffusione dei valori del rispetto dell’ambiente tra i dipendenti e i collaboratori (fornitori,
prestatori d’opera, ecc….).
• Realizzazione e sostegno di strumenti o eventi di valorizzazione del territorio su cui sono
ubicate le infrastrutture della Società.
• Preferenze di fornitori che adottino tecnologie pulite ed operino secondo sistemi di
gestione ambientale.
• Ricerca di una continua collaborazione con le autorità pubbliche e le comunità locali per
uno sfruttamento sostenibile e plurimo delle risorse del territorio.
La nostra azienda si impegna a destinare adeguate risorse umane e finanziarie alla piena
divulgazione della presente politica nonché al raggiungimento degli obiettivi, dei traguardi e
del programmi ambientali necessari per applicarla.
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NiRa
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Messaggi: 257

MessaggioInviato: Gio 03 Mar, 2011 14:23     Oggetto: Rispondi citando

tormenta ha scritto:
................dal sito internet..............di Cva..............................

Citazione:
POLITICA AMBIENTALE

Il perseguimento di una corretta Politica Ambientale richiede l’enunciazione di chiari
intenti strategici e la disponibilità di un’organizzazione aziendale adeguata; strumenti
essenziali di questa politica sono l’aggiornamento e la formazione del personale. Negli
ultimi anni, la Politica Ambientale dell’organizzazione ha subito un nuovo impulso con la
definizione di strategie più coordinate, supportate da cospicui investimenti e mirate al
raggiungimento di risultati misurabili nel breve, medio e lungo termine. Tale Politica si
basa su principi ed obiettivi strategici chiaramente definiti e consapevolmente assunti.
Principi
• La Compagnia Valdostana delle Acque S.p.A. deve garantire la disponibilità di energia a
costi competitivi, nel rispetto delle prescrizioni sia legali che volontariamente adottate
relative a tutti gli aspetti ambientali.
• Il perseguimento di elevati standard di prestazione e di sicurezza ambientale deve
procedere di pari passo con l’ottimizzazione dell’affidabilità degli impianti.
• La tutela dell’ambiente deve essere uno dei criteri che concorrono al processo decisionale
aziendale anche al di là del mero rispetto delle normative vigenti.
• L’energia idroelettrica deve essere valorizzata per i suoi molteplici aspetti ambientalmente
positivi.
Obiettivi strategici
• Aggiornamento per il continuo miglioramento delle tecnologie e delle conoscenze in
campo ambientale.
• Utilizzazione di processi e tecnologie che prevengono e/o riducono le interazioni
ambientali negative.
• Impiego razionale ed efficiente delle risorse energetiche e delle materie prime.
• Recupero dei sottoprodotti e dei rifiuti.
• Miglioramento sistematico della gestione ambientale nei diversi siti.
• Cura di un’immagine chiara e trasparente nel gestire le problematiche ambientali durante
tutto il ciclo produttivo.
• Valorizzazione delle potenzialità dell’energia idroelettrica per lo sviluppo sostenibile.
• Diffusione dei valori del rispetto dell’ambiente tra i dipendenti e i collaboratori (fornitori,
prestatori d’opera, ecc….).
• Realizzazione e sostegno di strumenti o eventi di valorizzazione del territorio su cui sono
ubicate le infrastrutture della Società.
• Preferenze di fornitori che adottino tecnologie pulite ed operino secondo sistemi di
gestione ambientale.
• Ricerca di una continua collaborazione con le autorità pubbliche e le comunità locali per
uno sfruttamento sostenibile e plurimo delle risorse del territorio.
La nostra azienda si impegna a destinare adeguate risorse umane e finanziarie alla piena
divulgazione della presente politica nonché al raggiungimento degli obiettivi, dei traguardi e
del programmi ambientali necessari per applicarla.


C'era, ormai molti anni fa', una bellissima canzone di Mina, che diceva:

"...Parole, parole, parole
parole, soltanto parole ..."
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Jean Pierre Feo
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MessaggioInviato: Lun 28 Mar, 2011 17:05     Oggetto: Rispondi citando

Al Convegno sull'Acqua organizzato dal Bim, Rollandin: "’l'acqua è una risorsa importantissima e non dobbiamo sprecarne neanche un po'”




Citazione:
“Acqua per le città: rispondere alla sfida urbana” era il tema della Giornata mondiale dell’acqua. Anche la Valle d’Aosta ha aderito e ieri ha dedicato un momento di riflessione al tema in un incontro a palazzo regionale organizzato dal Bim in collaborazione con la Cva. L’appuntamento è stato l’occasione per parlare a 360° di acqua in Valle d’Aosta. Ad aprire i lavori è stato il presidente Augusto Rollandin. Nel suo intervento ha parlato anche del tema che ha infiammato la polemica negli ultimi mesi, ovvero la costruzione di centrali idroelettriche. “Ormai guardano tutto con sospetto, senza motivo. Voglio ricordare che per noi l’acqua è una risorsa importantissima e non dobbiamo sprecarne neanche un po’”. Entrando nello specifico della giornata, “Acqua per le città”, Rollandin ha ricordato come anche Aosta non sia immune da problemi “e dopo anni deve ancora usare i pozzi, non potendo impiegare sistemi di ricaduta”, la situazione secondo il presidente sarebbe diversa se si fosse costruito “l’acquedotto del Monte Bianco, avrebbe coperto non solo Aosta, ma tutta la Valle”.

Il presidente del Bim, Julien Vuillermin ha sottolineato il passaggio della gestione del servizio idrico dai Comuni ai subato (sub ambiti territoriali), tema ripreso anche da Elso Gerandin, presidente del Celva, che ha aggiunto: “Il progetto di riorganizzazione, che passa attraverso un miglioramento del servizio, deve porre particolare attenzione affinché non si aumentino i costi di gestione, per non dover aumentare le tariffe. Una sfida ambiziosa che siamo pronti a cogliere e che richiede la collaborazione di tutti”. Incentrato sui numeri l’intervento di Riccaldo Trisoldi che, con la Cva, l’acqua la trasforma in euro: “Cva versa 135 milioni di euro in imposte, 20 in canoni idrici e nel 2008 ha registrato 80 euro di utile”. L’idroelettrico rappresenta la parte più importante nell’uso dell’acqua in valle: il 76 per cento è, infatti, dedicato al settore idroelettrico e industriale, il 20 per cento all’irriguo e il solo 2 per cento all’uso potabile.


da Aostasera.it
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tormenta
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MessaggioInviato: Lun 28 Mar, 2011 18:18     Oggetto: Rispondi citando

stamattina a buongiorno regione c'era un servizio sulla pesca e si è detto che l'elevato sfruttamento delle acque della dora ha fortemente ridotto la presenza di pesci nel fiume.
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NiRa
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MessaggioInviato: Mar 29 Mar, 2011 14:27     Oggetto: Rispondi citando

Che con l'idroelettrico si produca un buon reddito per il gestore, nonchè imposte e canoni idrici, è del tutto scontato; ho già fatto notare come una, a mio avviso, errata soluzione del c.d. federalismo fiscale, possa spingere l'ente locale ad un eccessivo sfruttamento dell'acqua, senza guardare troppo in dettaglio ad eventuali conseguenti danni ambientali.

Quanto all'affermazione del Presidente Rollandin circa il fatto che l'acqua sia una risorsa importantissima che non va assolutamente sprecata, essa mi sembra una di quelle retoriche banalità che non può non essere condivisa, ma che ha il difetto di poter essere interpretata a piacere in tutti i modi possibili, anche sottintendendo conclusioni diverse o addirittura opposte: si può anche dire, per esempio, che dato che trattasi di risorsa importantissima da non sprecare, l'acqua non può essere sottratta al corso naturale per un lungo tratto, perchè l'inaridimento delle sponde del torrente comporterebbe mutamenti quanto meno della flora, quindi di tutto l'ambiente, etc. (Mi sembra l'abbia fatto notare anche il PNGP e/o una associazione ambientalista).

Dal testo riportato mi sembra che aver messo insieme in quel modo problema idroelettrico e risorse idriche per la città non serva a fare chiarezza.

L'affermazione "ormai guardano tutto con sospetto, senza motivo" mi sembra la continuazione di una già iniziata politica di comunicazione che mira più alla suggestione che alla sostanza delle cose: insisti, insisti, qualcosa rimarrà.... Exclamation
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alessandra
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MessaggioInviato: Mer 30 Mar, 2011 23:21     Oggetto: Rispondi citando

"’l'acqua è una risorsa importantissima e non dobbiamo sprecarne neanche un po'”

....fonti autorevoli mi hanno informato che questa frase l'ha presa da uno dei disegni che i bambini hanno fatto per il concorso di disegno "disegna l'energia pura e vai in rete" della CVA.
Di sicuro un disegno delle elementari.
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NiRa
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MessaggioInviato: Gio 31 Mar, 2011 5:36     Oggetto: Rispondi citando

alessandra ha scritto:
"’l'acqua è una risorsa importantissima e non dobbiamo sprecarne neanche un po'”

....fonti autorevoli mi hanno informato che questa frase l'ha presa da uno dei disegni che i bambini hanno fatto per il concorso di disegno "disegna l'energia pura e vai in rete" della CVA.
Di sicuro un disegno delle elementari.


Per questo che è tanto amato: "elementare, Watson".... Laughing Laughing Laughing
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tormenta
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MessaggioInviato: Mar 12 Lug, 2011 20:49     Oggetto: Rispondi citando

ci sono più notizie su CVA??? nessuno ci dice più niente. cosa dobbiamo pensare.
su internet c'è solo questo

Citazione:

di Enrico Tibaldi
CHAMPAGNE 2 DOVEVA ESSERE IL GIOIELLO DI CVA

Già fermo il gruppo cinese

Ha resistito più o meno 600 ore, poi ha ceduto. Il gruppo di Champagne 2 (Villeneuve) si è arreso oggi dopo che l’albero dell’alternatore si è grippato nel supporto: temperature troppo elevate per i metalli impiegati e le tecnologie utilizzate. Disastro evitabile? Certamente si, se non si trattasse di una cineseria.

Il meccanismo aveva dato segnali di cedimento già nei giorni scorsi ma il calore manifestato dalle ferraglie è stato sottovalutato dai tecnici. Il gruppo turbine-alternatore ha resistito giusto il tempo di essere inaugurato dalle massime autorità regionali e aziendali, la settimana scorsa: una celebrazione in gran silenzio, addirittura con scambio di doni tra le parti; forse qualcuno temeva l’infausto evento.

Le garanzie del produttore e dell’importatore si sono fuse con il supporto grippato. Chi ci crede ancora che il gruppo cinese abbia una longevità stimata in 40 anni? La società genovese WGP (nata nel 2008), intermediaria prima dei rapporti con la fabbrica orientale CWTW è stata promossa poi nel novero delle “partecipate” dalla compagnia elettrica valdostana. La motivazione: garantire a CVA il monopolio di questo know how e l’esperienza tecnologica consolidata a supporto delle professionalità ingegneristiche interne.

Mi viene da sorridere. Anzi, no. Quanti soldi per le missioni in Cina dei dirigenti CVA, per l’investimento necessario all’acquisto dei macchinari, per le spese destinate ad adattarli alla centrale (nonostante il precollaudo), per i costi delle riparazioni in corso d’opera! E, se al danno emergente, sommiamo il lucro cessante, quanto denaro sta scorrendo via con l’acqua che defluisce senza essere turbinata! Energia perduta, introiti mancati, nessuno ne risponde. Questo doveva essere il gioiello di CVA.
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alessandra
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MessaggioInviato: Sab 16 Lug, 2011 7:54     Oggetto: cineserie Rispondi citando

tormenta ha scritto:
ci sono più notizie su CVA??? nessuno ci dice più niente. cosa dobbiamo pensare.
su internet c'è solo questo

Citazione:

di Enrico Tibaldi
CHAMPAGNE 2 DOVEVA ESSERE IL GIOIELLO DI CVA

Già fermo il gruppo cinese

Ha resistito più o meno 600 ore, poi ha ceduto. Il gruppo di Champagne 2 (Villeneuve) si è arreso oggi dopo che l’albero dell’alternatore si è grippato nel supporto: temperature troppo elevate per i metalli impiegati e le tecnologie utilizzate. Disastro evitabile? Certamente si, se non si trattasse di una cineseria.

Il meccanismo aveva dato segnali di cedimento già nei giorni scorsi ma il calore manifestato dalle ferraglie è stato sottovalutato dai tecnici. Il gruppo turbine-alternatore ha resistito giusto il tempo di essere inaugurato dalle massime autorità regionali e aziendali, la settimana scorsa: una celebrazione in gran silenzio, addirittura con scambio di doni tra le parti; forse qualcuno temeva l’infausto evento.

Le garanzie del produttore e dell’importatore si sono fuse con il supporto grippato. Chi ci crede ancora che il gruppo cinese abbia una longevità stimata in 40 anni? La società genovese WGP (nata nel 2008), intermediaria prima dei rapporti con la fabbrica orientale CWTW è stata promossa poi nel novero delle “partecipate” dalla compagnia elettrica valdostana. La motivazione: garantire a CVA il monopolio di questo know how e l’esperienza tecnologica consolidata a supporto delle professionalità ingegneristiche interne.

Mi viene da sorridere. Anzi, no. Quanti soldi per le missioni in Cina dei dirigenti CVA, per l’investimento necessario all’acquisto dei macchinari, per le spese destinate ad adattarli alla centrale (nonostante il precollaudo), per i costi delle riparazioni in corso d’opera! E, se al danno emergente, sommiamo il lucro cessante, quanto denaro sta scorrendo via con l’acqua che defluisce senza essere turbinata! Energia perduta, introiti mancati, nessuno ne risponde. Questo doveva essere il gioiello di CVA.


Ho sentito anche io questa notizia.
Mi fa sorridere il fatto che Tibaldi imputi l'inconveniente ad una "cineseria".
In Italia c'è lo strano pregiudizio che appena qualcosa è fatto male e non funziona è perchè è Made in China: siamo convinti che un miliardo e mezzo di persone si nutrano di palline di polistirolo, fabbrichino le loro enormi dighe con il Pongo, e le turbine le facciano fare ai bambini dell'asilo col cartoncino.
Non è che siamo solo un po' invidiosi?
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Guy
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MessaggioInviato: Mer 20 Lug, 2011 16:14     Oggetto: Rispondi citando

Non vorrei solo che il povero albero della turbina sia l'immagine di un certo sistema politico-industriale: inchiodato.
Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad

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We cannot solve our problems with the same thinking we used when we created them.
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MAURO
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MessaggioInviato: Ven 22 Lug, 2011 8:04     Oggetto: Rispondi citando

600 ore di funzionamento. . . .e patatrac ! ! !

CVA si occupa da "sempre" di produzione di energia elettrica. . .

pare che per il 2014 la Valle sarà cablata utilizzando parte della rete CVA
. . . .
Augustodegli intrallazzi dice che a pensare male a volte ci si azzecca. . . .
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Grauson
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MessaggioInviato: Sab 01 Ott, 2011 6:41     Oggetto: Rispondi citando

e dopo chavonne un altra centrale idroelettrica a cretaz sempre con gli stessi proggettisti sempre le solite cose?
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almeno questa sembra meno impattante se ho letto bene
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Grauson
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MessaggioInviato: Mer 12 Ott, 2011 21:32     Oggetto: Rispondi citando

dopo 10 giorni nessuno che commenta? nessuno che protesta? nessuno che parte con raccolta firme o altro?
ma allora la diga di cretaz e la piscina del bellevue erano solo un pretesto x lasciare passare inosservati altri progetti?
ma il prato di sant orso lo si vuole difendere realmente o dobbiamo vederlo scomparire lentamente??? Evil or Very Mad
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NiRa
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MessaggioInviato: Gio 13 Ott, 2011 20:36     Oggetto: Rispondi citando

Grauson ha scritto:
dopo 10 giorni nessuno che commenta? nessuno che protesta? nessuno che parte con raccolta firme o altro?
ma allora la diga di cretaz e la piscina del bellevue siano solo un pretesto x lasciare passare inosservati altri progetti?
ma il prato di sant orso lo si vuole difendere realmente o dobbiamo vederlo scomparire lentamente??? Evil or Very Mad


Non so, Sig. Grauson, se la diga ed il Bellevue erano solo pretesti; Forse questa è una ipotesi un po' troppo machiavellica.
Però è un fatto che da qualche tempo le ipotesi sull'utilizzo del Prato si moltiplicano, e può essere che a poco a poco ci si abitui all'idea di toccarlo per qualche "buon" scopo, che sia l'incremento della capacità di accoglienza, o la produzione di energia, o la pedonalizzazione del centro.

Ma, cosa vuole, in fin dei conti ci siamo abituati persino ad un capo del governo che fa le corna nelle riunioni internazionali, come qualche volta i bambini quando fanno la foto ricordo a scuola, e promette di pitturare le case di Lampedusa come quelle di Portofino (sic).

Una piscina oggi, una condotta d'acqua domani, un tunnel dopodomani...cosa vuole che siano Evil or Very Mad Evil or Very Mad Però ora i cartelli delle frazioni sono abbelliti da fioriere, etc. Si convinca, viviamo nel migliore dei mondi possibili, o no Rolling Eyes ?
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gabricm
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MessaggioInviato: Ven 14 Ott, 2011 7:55     Oggetto: Rispondi citando

In effetti il forum è molto quieto in questi ultimi tempi, ma non dobbiamo scoraggiarci. magari questa è la buona occasione per riprendere il filo del discorso interrotto: qualche aggiornamento per esempio sulla raccolta di firme per il prato e sull'evoluzione del progetto della centrale sarebbe molto utile. Soprattutto per noi che non siamo sempre a Cogne ma vorremmo contribuire Smile
Cari saluti a tutti,
Gabriella

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Alberto Bethaz
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MessaggioInviato: Gio 03 Nov, 2011 15:32     Oggetto: Rispondi citando

Grauson ha scritto:
e dopo chavonne un altra centrale idroelettrica a cretaz sempre con gli stessi proggettisti sempre le solite cose?
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almeno questa sembra meno impattante se ho letto bene

Sul sito della Regione

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risulta che vi è una "procedura sospesa dal proponente per approfondimenti tecnici".

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Alberto Bethaz
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MessaggioInviato: Gio 10 Nov, 2011 21:55     Oggetto: Rispondi citando

Ecco un articolo ripreso dal Corriere della Sera. Si parte da Bolzano e si tocca anche la Vallée con la sua CVA.
Citazione:
Bolzano inciampa sulla partita delle dighe

Ognuno ha la sua “crisi”. Mentre tra Roma, Bruxelles e i mercati finanziari si giocano le sorti d’Italia, a Bolzano un altro genere di crisi colpisce la società energetica locale, la Sel (i cui vertici si sono dimessi o autosospesi) e lambisce il governatore della provincia autonoma, Luis Durnwalder. A causare questo terremoto è un’inchiesta della Procura, che ha messo al centro delle sue indagini gli interessi scatenati dalla gestione di alcuni impianti idroelettrici locali. Cioè l’elettricità prodotta con le dighe, per intendersi, fiore all’occhiello non solo della provincia di Bolzano ma anche di parecchie altre amministrazioni locali, in Veneto, in Trentino, in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. In Italia il settore vale 3 miliardi di euro di ricavi l’anno (e i costi di gestione sono assai bassi) e all’incirca 240 milioni di euro di concessioni. Senza contare i posti nei tanti consigli di amministrazione. Da tempi non sospetti gli appetiti sono cresciuti, grazie anche a un vuoto legislativo preoccupante. Per quanto riguarda Bolzano lo scorso anno anche l’Autorità Antitrust era intervenuta, pare senza risposta alcuna. A muoversi non sono solo le aziende titolari delle concessioni in scadenza (Edison, A2A, Cva) e le Province, ma anche l’Enel (le sue, di concessioni, scadono nel 2029), le Regioni e, al nord, la Lega. Un pasticcio per dirimere il quale è intervenuta a più riprese anche la Corte Costituzionale. L’ultima volta lo ha fatto lo scorso 18 ottobre (ricorso del Governo contro la legge lombarda di fine 2010) e si attendono le sue decisioni. E’ verosimile che in futuro – come fa notare anche Giampaolo Russo (ex Edison, ora consulente) – l’effetto combinato delle sentenze della Consulta e delle pressioni europee sui servizi pubblici locali (la famosa “lettera” delle Bce al governo di Roma) ridimensioni le mire spesso esagerate degli enti locali. A Bolzano ma non solo.

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