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grandes jorasses

 
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Autore Messaggio
STEFANO FERRARIS
Senatore di Cogneforum


Registrato: 12/05/08 12:08
Messaggi: 581

MessaggioInviato: Mer 09 Nov, 2011 8:50     Oggetto: grandes jorasses Rispondi citando


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per seguire le ultime notizie del soccorso dei due francesi.
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Giuseppe Cutano
Pontifex Maximus di Cogneforum


Registrato: 08/04/08 21:51
Messaggi: 1683
Residenza: Cogne - Roma

MessaggioInviato: Mer 09 Nov, 2011 19:07     Oggetto: Rispondi citando

Purtroppo è andata come non si voleva Sad

_________________
Cogne rooudze Cogne!
Dott.Grappein
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alessandra
Guru di CogneForum


Registrato: 11/08/08 16:00
Messaggi: 179
Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Gio 10 Nov, 2011 10:32     Oggetto: Rispondi citando

Ho letto sul sito di Luciano Caveri queste sue considerazioni che copio/incollo qui sotto (il link è questo:
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che non so se mi sento di condividere, voi cosa ne pensate?

Senza tabù
Inviato da luciano Mar, 08/11/2011 - 12:23.
E' giusto chiedersi - non per polemica ma per capirne le ragioni - come mai martedì 1° novembre Olivier Sourzac, 47 anni, di Sallanches, guida alpina di lungo corso e istruttore della prestigiosa "Ecole nationale de ski et d'alpinisme - Ensa" di Chamonix, accetti la richiesta della sua cliente, Charlotte De Metz di 44 anni, di Fontainebleau, di partire per il Monte Bianco per affrontare la via del Linceul sulla Nord delle Jorasses.
Lo fanno, così si può immaginare, nella convinzione di riuscire a fare in fretta la scalata, prima che, come previsto dalle previsioni meteo con largo anticipo, la zona del Bianco venga investita da una forte ondata di maltempo che avrebbe causato in alta montagna pessime condizioni.

Così è stato e nei giorni successivi si sono moltiplicati i tentativi di ritrovare i due alpinisti, partendo dal versante valdostano e da quello francese.
Nulla di fatto e ormai solo un miracolo potrebbe consentire di trovare vivi la guida e la sua cliente, probabilmente riparatisi in quota, contando nella rapidità dei soccorsi con gli elicotteri.
In questa fase, forse può apparire improvvido parlare di tragedia annunciata, ma è bene purtroppo dire le cose con il suo nome e non far finta di niente. La scelta di effettuare la salita, malgrado gli allerta chiari che consigliavano prudenza, è stato un errore e non è accettabile da parte di un professionista. Immagino che ci possa essere stato qualche imprevisto a rallentare la loro corsa contro il tempo, ma un margine di sicurezza è sempre necessario e di certo l'esperta guida di Chamonix lo sapeva, ma ha sottostimato i rischi.
Esiste sempre il rischio di sottostima e anche, diciamolo con chiarezza, una forte fiducia nei confronti dei soccorsi elitrasportati che ti possono togliere dai guai in pochi minuti. Ma il maltempo, specie a quelle quote, rende difficile il volo in montagna e quando avviene ci si rende conto di quanto i soccorsi da terra siano difficili e rischiosi.
Credo che, al di là del caso singolo e degli sviluppi che avrà, è bene riflettere sui rischi da sempre esistenti che gravano sull'alpinismo e che risultano accentuati dai cambiamenti climatici. Quando il tempo resta troppo bello per mesi, la montagna si scarnifica e diventa più fragile e pericolosa ad esempio per la caduta di pietre. In tutte le stagioni violente esplosioni di cattivo tempo creano brusche e persistenti situazioni di precipitazioni concentrate in poco tempo, anch'esse con rischi evidenti in una zona che può diventare facilmente ostile come l'alta montagna.
Se leggiamo le statistiche, malgrado l'evoluzione delle tecniche e la rapidità dei soccorsi, ci sono ancora troppi morti e non sempre sono persone poco istruite ai pericoli e anzi si annoverano fra gli incidenti numerosi professionisti. Certo contro l'imponderabile non ci sono protezioni, ma in molti casi c'è un eccesso di fiducia, una mancata valutazione dei rischi reali, scelte sbagliate che si rivelano fatali. Parlarne senza tabù - e senza colpevolizzare di certo chi ci ha lasciato la pelle - può essere utile.
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STEFANO FERRARIS
Senatore di Cogneforum


Registrato: 12/05/08 12:08
Messaggi: 581

MessaggioInviato: Gio 10 Nov, 2011 12:29     Oggetto: Rispondi citando

Io condivido molto quello che ha detto Azzalea alla Stampa, ovvero che non dobbiamo affidarci troppo alle tecnologie nuove, ma rispettare la montagna.

Più che il cambiamento climatico, qui credo abbia contato il fatto che oggi ci sentiamo un po' troppo sicuri poichè abbiamo previsioni meteo molto più precise, materiali molto più leggeri, attrezzi da ghiacchio super performanti (che han permesso di salire la nord delle jorasses in 2 ore e mezza qualche anno fa!) etc.

Non credo che pensassero granchè agli elicotteri, ma alla loro velocità. Scendere dalla normale delle Jorasses può esser molto veloce (e immagino salire in piolet traction se si è bravi e in forma) se le condizioni sono buone.
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NiRa
Senatore di Cogneforum


Registrato: 17/12/08 09:11
Messaggi: 257

MessaggioInviato: Gio 10 Nov, 2011 12:53     Oggetto: Rispondi citando

nella mia amata bibliotechina di scrittori di montagna, i cui libri mi tengono spesso compagnia quando sono a Gimillan, merita un particolare apprezzamento "Mal di montagna" di E. Camanni.

Ne potete leggere una interessante recensione alla pagina che segue:

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Tra l'altro, oltre che a ragionare sul "mal di montagna" va notato che la percentuale di alpinisti ricordati nel libro che abbiano concluso la loro vita nel loro letto non è poi tanto alta, e certo ben sotto la media generale della popolazione.

Sono un più che umile escursionista, non mi spingo oltre i percorsi classificati EE, eppure anche io so quanto sia difficile desistere dall'obiettivo prefissato , anche se la vera saggezza sta proprio nel saper rinunciare.
Nel mio piccolo detesto i turisti che vanno sui monti senza l'idonea attrezzatura, o che confidano nel telefonino.

Ma questo triste caso non mi sembra facilmente classificabile: si tratta di una guida alpina di una prestigiosa scuola d'alpinismo. Sbagliate le sue stime sui tempi e/o la capacità della cliente?O sottovalutate le previsioni? Non so.

In ogni occasione di incidenti di questo tipo, si apre un dibattito che fatalmente non porta ad una conclusione univoca. Ci sono di certo precauzioni , ma non ci sono soluzioni; ognuno fa i conti con se stesso e con la montagna, a volte mette anche a rischio i soccorritori, e certamente a priori non avrebbe voluto farlo.

Forse c'è ,nel voler cercare "la" soluzione, qualche affinità con le ipotesi di disciplinare per legge i comportamenti nel "fine vita"; io sono arrivato alla conclusione che è meglio non legiferare per niente; ognuno se la vedrà con la propria Weltanschaung, con la pietà dei suoi cari e la saggezza degli "addetti ai lavori" ( in tal caso i medici).
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alessandra
Guru di CogneForum


Registrato: 11/08/08 16:00
Messaggi: 179
Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Gio 10 Nov, 2011 20:32     Oggetto: Rispondi citando

Non sono d'accordo con Caveri.
Di sicuro contavano sulla loro velocità non certo sui soccorsi come dice Stefano e nemmeno io, come NiRa, me la sento di dare giudizi sull'assunzione o meno di rischi in una attività estrema come l'alpinismo. I due avevano già fatto insieme Pilone Centrale e altre vie difficili, sapevano quello che facevano, quandi se hanno ritenuto di partire senza sacco di bivacco e con pochi viveri è perchè avevano calcolato così. A volte chi fa cose grandi può fare, di conseguenza, grandi errori. Questa è l'unica regola valida in casi come questo.

Sourzac faceva parte di una associazione fondata nel 1995 da Batard con sede a Servoz (appena sotto a Chamonix) che si occupa di recupero di giovani problematici (atti di delinquenza, abbandono scolastico, antisocialità) attraverso l'arrampicata, il ghiaccio, il trekking.
Montagna come scuola di vita, come luogo di apprendimento dell'autodisciplina, della solidarietà e della cooperazione.
Questo il loro sito:
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Esiste in Valle d'aosta una cosa del genere?
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Goldrake
Nuovo Utente Cogne Forum


Registrato: 22/04/08 12:56
Messaggi: 42
Residenza: Cogne

MessaggioInviato: Ven 11 Nov, 2011 14:14     Oggetto: Rispondi citando

Secondo me non è questione di giudicare o meno le scelte di una persona... Quello che è grave è che un professionista della montagna dovrebbe come minimo dare il buon esempio e puntare anzitutto sulla sicurezza... Se delle Guide alpine, soprattutto in uscite con clienti, minimizzano le condizioni meteo piuttoto che altri pericoli, allora come possono intervenire in televisione e 'cazzuolare' quelli che, facendo come loro, si sono trovati in situazioni di emergenza? Io seguo poco i TG, ma almeno in un paio di occasioni quest'estate mi è capitato di seguire questi ammonimenti. Detto questo tutti sono padroni di fare delle scelte (anche se su questo ci sarebbe da discutere quando per una stupidaggine tua fai rischiare la vita ai soccorritori).

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Goldrake
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