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Ristrutturazione centrale idroelettrica di Chavonne
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Autore Messaggio
Alberto Bethaz
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MessaggioInviato: Mer 20 Ott, 2010 16:10     Oggetto: Ristrutturazione centrale idroelettrica di Chavonne Rispondi citando

Da Ansa.it
Citazione:
ENERGIA: CVA INVESTE 200 MLN PER AUMENTARE PRODUZIONE

(ANSA) - AOSTA, 20 OTT - La Compagnia valdostana delle acque, societa' controllata dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, investira' circa 200 milioni di euro per aumentare di 370 milioni di kwh la produzione di energia idroelettrica. Lo hanno annunciato in Consiglio Valle il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, e l'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Marco Vierin, rispondendo ad una interpellanza dei consiglieri di Alpe Roberto Louvin e Albert Bertin.

Il progetto, che dovrebbe essere avviato il prossimo anno, prevede la ricostruzione della centrale di Chavonne, che risale all'inizio degli anni '20 ed era stata costruita in funzione delle esigenze dello stabilimento siderurgico di Aosta, e la realizzazione di due prese: una sul torrente Grand Eyvia, immediatamente a valle dell'abitato di Cretaz (Cogne), dove sara' creato un bacino di compenso giornaliero mediante una diga a gravita' in calcestruzzo alta 14,5 metri e lunga 42 metri, con una capacita' di invaso di 127 mila metri cubi; l'altra sul torrente Savara, in localita' Pont du Loup del Comune di Valsavarenche.

''La captazione delle acque - ha precisato Rollandin - e' prevista mediante uno sbarramento fluviale costituito da tre luci governate da paratoie a settore con quota d'imposta a 1.488,46 metri sul livello del mare e quota di ritenuta a 1490,36 metri, nonche' un'opera di presa comprensiva di vasche sghiaiatrici e dissabbiatrici collocata immediatamente a monte, sulla destra orografica, e completamente interrata al di sotto del piano campagna''.

Inoltre e' previsto uno scavo 20 chilometri di gallerie che produrra' un volume di smarino da ricollocare pari a circa 460 mila metri cubi. Secondo quanto riferito da Rollandin, ''circa il 52% dell'intero sviluppo delle attuali opere di derivazione insiste sul territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso''. ''Nel territorio del Parco - ha aggiunto - sono inoltre collocate l'attuale presa sul torrente Savara in localita' Fenille e la presa sul torrente Grand Nomenon. Il nuovo progetto prevede invece l'intero sviluppo della derivazione in galleria, superando di fatto ogni possibile interferenza idrogeologica con i versanti. Le opere inserite nel territorio del Parco si ridurrebbero quindi ai soli imbocchi delle gallerie''.

Vista l'entita' delle opere, Louvin ha auspicato ''che il tutto si svolga nella massima trasparenza''. Inoltre ha chiesto che ''il Consiglio venga costantemente informato'' ed ha sottolineato l'opportunita', condivisa da Rollandin, ''di avere un confronto con le popolazioni interessate al fine di valutare e analizzare l'impatto delle nuove opere''. (ANSA).

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NiRa
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MessaggioInviato: Gio 21 Ott, 2010 9:47     Oggetto: energia Rispondi citando

Grazie per l'informazione.
Che significa il bacino di compenso immediatamente a valle di Cretaz? Si formerà un laghetto ? Se si, di che estensione ? La pista di fondo e la pedonale avranno problemi? Qualcuno può chiarire ? C'è qualche disegno o "rendering"?
Grazie.
NiRa
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Raphael Junod
Senatore di Cogneforum


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Residenza: Meuleunna - Aosta

MessaggioInviato: Mer 27 Ott, 2010 17:06     Oggetto: Rispondi citando

Si costruirà, come riporta l'articolo, una diga di 14,5 m di altezza per 42 m di larghezza, a monte della quale si formerà un bacino di 127 mila metri cubi d'acqua. I problemi di interferenza dell'opera con la pista di fondo saranno risolti con la costruzione di un suggestivo ponticello in legno. L'opera sarà realizzata nella gola giusto a valle dell'abitato di Cretaz, il che la rende praticamente invisibile.
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amy
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MessaggioInviato: Gio 09 Dic, 2010 7:34     Oggetto: Rispondi citando

e l'abitato di Epinel che problemi potrebbe avere, visto il pessimo risultato della diga di Valgrisenche, spazzato via di nuovo il campo sportivo? o ancor più le case sotto lo stradone se non peggio? 14,5 metri sono tanti, pensando che le nostre case di montagna possono avere un altezza di 2,5 per piano avremmo una struttura di quasi 6 piani con una larghezza da piscina olimpionica.Tra l'altro anche quella di Valgrisa avrebbe dovuto essere solo di 20 metri ma ne furono costruiti 130 di altezza. E i pesci sottostanti vivranno ancora? e l'irrigazione sottostante che fine farà?
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amy
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 6:24     Oggetto: Rispondi citando

salendo in paese ti accorgi che il muro sarà alto fino alla casa della fontina, che il lago artificiale dietrostante metterà in ammollo i piedi degli abitanti di Cretaz, nelle alluvioni cosa accadrà? la furia delle acque dove si sfogherà? non si tratta d'un bacino in sorgente ma alla confluenza di due fiumi che ingrossati sanno far danni
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NiRa
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 6:59     Oggetto: Ristrutturazione centrale elettrica di Chavonne Rispondi citando

Shocked Ma com'è che al Comune si fanno incontri pubblici sulle luminarie natalizie, e non su un "problemino" come questo Question
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Claudio Perratone
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 16:36     Oggetto: Mercoledì 15 dicembre 2010 - Incontro pubblico Rispondi citando

Come è stato reso noto nelle diverse bacheche del Paese, l'incontro con la popolazione per esaminare questo importante argomento è fissata per Mercoledì 15 dicembre 2010 alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Cogne.

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C. Perratone
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Giorgio Elter
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 17:05     Oggetto: Rispondi citando

Qualche breve precisazione sui dubbi sollevati in particolare da Amy e NiRa, visto che ho partecipato ad alcuni incontri con i tecnici CVA ed in attesa dell'incontro del 15 dove potranno essere soddisfatti alcuni dubbi e forse sollevati altri problemi.
Dal punto di vista idraulico credo non ci sia da preoccuparsi, in quanto questo tipo di bacino verrà gestito come diversi altri esistenti sulle Alpi e di portata ridotta (90.000 mc di invaso, siamo ben lontani dai volumi delle dighe di Valgrisenche o di Place Moulin). In pratica quando le portate sul Grand Eyvia supereranno i 35 mc/sec (per un ordine di grandezza nel 2000 al massimo della piena transitarono a valle della confluenza del Valnontey nell'Urthier circa 450 mc/sec) verranno aperti gli scarichi di fondo del bacino e, dopo lo svuotamento della diga, tutta la portata defluirà da queste paratoie, in pratica mantenendo le condizioni di deflusso che si avrebbero in assenza della diga. Ciò vuol dire che qualsiasi condizione di piena si verificherà come se la diga non fosse stata fatta. I problemi eventuali del campo sportivo di Epinel potranno essere imputati solo al suo infelice posizionamento e non alla realizzazione dell'opera.
Nell'incontro del 15 penso verranno proiettati delle ricostruzioni fotografiche del bacino una volta realizzato e quindi si potrà avere anche soddisfazione dell'effetto di inserimento paesaggistico che l'opera comporterà. La pista da fondo verrà mantenuta realizzando un ponte che attraverserà il bacino artificiale in prossimità della diga.
Ciò detto, credo che i problemi maggiori si avranno in fase di realizzazione dell'opera, con un cantiere di durata pluriennale (almeno 4 anni), rumoroso, che produrrà molte polveri e con un problema non trascurabile di dove sistemare 42.000 mc di materiale che risulteranno a lavori finiti.
Mi sembra che questi ultimi siano i veri problemi che comporta la realizzazione dell'opera e che richiedono una risposta UNITA da parte della comunità di Cogne, oltre a non trascurare di affrontare al più presto la questione delle cosiddette "compensazioni ambientali" o, in poche parole, del cosa (o quanto) guadagnerà la comunità di Cogne da questa importante realizzazione.

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Giorgio Elter
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augustodegliintrallazzi
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 17:29     Oggetto: Rispondi citando

Caro Dott.Elter,
La ringrazio per la sua minuziosa e rassicurante illustrazione. Onestamente non ero a conoscenza dei dettagli che ci ha indicato. Sentendo in giro per Cogne, mi è stato detto che tale progetto è in ballo da alcuni anni. Lei che è stato in lista con alcuni membri della passata legistatura, sa cosa si era deciso in merito a quelle che lei definisce compensazion? Grazie e speriamo bene per cogne
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NiRa
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 20:15     Oggetto: ristrutturazione centrale di Chavonne Rispondi citando

Mi associo volentieri al precedente intervento, ringraziando il Dott. Elter per le informazioni fornite. Peccato non poter essere a Cogne il 15; spero che qualcuno possa riferire qui, magari inserendo qualche disegno o schizzo del progetto.

NiRa
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Giorgio Elter
Appassionato CogneForum


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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 23:15     Oggetto: Rispondi citando

Ho usato volutamente il termine compensazioni ambientali per indicare un elemento con valore giuridico indicato in una legge nazionale per codificare questo tipo di transazioni.
Si tratta di una sorta di dare-avere che a mio parere si concretizza in interventi aggiuntivi sul territorio anche di altra natura rispetto all'intervento in oggetto (altre opere di difesa, servizi, interventi sulle reti tecnologiche) oppure vere e proprie rendite in denaro, le cosiddette Royalties o altre forme di partecipazioni societaria. Ricordiamoci che l'impianto di cui parliamo avrà una potenza nominale di 40 MW. Si tratta di utili prodotti pari a svariati milioni di euro.

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Giorgio Elter
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carlo
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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 23:23     Oggetto: Rispondi citando

Il progetto preliminare presentato al VIA (Valutazione Impatto Ambientale) è comunque già pubblicamente consultabile.

Nei link seguenti è disponibile un'ampia documentazione :
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Giorgio Elter
Appassionato CogneForum


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MessaggioInviato: Ven 10 Dic, 2010 23:53     Oggetto: Rispondi citando

Dimenticavo una dovuta risposta ad Augustoecc. (continuo, come da tempo, a trovarmi a disagio a dialogare con degli anonimi) riguardo alla passata Amministarzione.
E' importante per la buona pace di tutti svelare il retroscena di questo progetto. In estreme sintesi, nel 2007 furono presentati 2 progetti di derivazione su iniziativa di società private nel tratto del torrente Grand Eyvia tra Cretaz e la localitaà La Presa. Venuto a conoscanza di queste proposte, mi sono recato in Comune e ho sollecitato l'Amministrazione ha presentare un progetto in concorrenza con i suddetti privati; questa era l'unica strada per ostacolare una sottrazione di risorse che, a mio parere, sono di rilevanza pubblica o, se il termine non piace, di interesse collettivo.
Venne realizzato in 15 giorni un progetto preliminare che prevedeva la realizzazione di una condotta forzata tra Cretaz e La Presa, contattando nel contempo CVA per la disponibilità dei terreni dove fare la centrale in prossimità dell'attuale presa della centrale di Chavonne (tutti di proprietà di CVA). Questi contatti si risolsero in un grande interesse di CVA per il progetto stesso, sia per realizzare una centrale "in cascata" con quella attuale di Chavonne, ma ancor più per la completa ristrutturazione di Chavonne aumentando sia il salto (dislivello tra l'opera di presa e la centrale di produzione) sia le portate derivabili. Quest'ultimo tipo di progetto, date le potenze in gioco, poteva essere classificato come "strategico" in quanto la Centrale di Chavonne sarebbe diventata centrale di soccorso per tutta la Valdigne, attualmente scoperta in caso di black out regionale. In questa maniera il progetto, così come è stato presentato alla Valutazione d'Impatto Ambientale, supera qualsiasi concorrenza e quindi i 2 progetti di iniziativa privata decadono automaticamente.
Purtroppo non ho potuto esssere più conciso, ma spero di essere stato abbastanza chiaro.
Sembra a me evidente che il ruolo del Comune di Cogne sia stato assai rilevante, in quanto ha messo in moto il meccanismo che ha consentito almeno di destinare l'utilizzo dell'acqua che nasce e scorre nel nostro territorio, ad uno scopo pubblico (ricordo che CVA è una società al 100% di capitale regionale).
Tutti gli altri problemi, danni ambientali, che comunque ci saranno, e le famose compensazioni, non sono ancora stati discussi e definiti.

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Giorgio Elter
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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Sab 11 Dic, 2010 9:13     Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno a tutti.
Interessanti i link al sito della regione con tutte le simulazioni fotografiche.

Da quanto so mi è stato detto che un progetto simile era stato presentato da ENEL, anni fa, ma era stato bocciato dalla Regione.
Non mi è nuova la storia di un'invaso a Cretaz, ricordo di averlo anche sentito parlare in qualche corso anche all'università.
In ogni caso il progetto sembra interessante dal punto di vista tecnico, anche se molto corposo e senza ricadute energetiche dirette su Cogne.

L'unica cosa che non capisco è il discorso sul Black Out regionale, almeno a livello di presentazione, nel PDF, si dice locale. Cosa si intende? Faccio un ragionamento insieme a voi, magari errato.

Per il ripristino di un black out nazionale, a livello di Piano di Sicurezza Energetico Nazionale, è la centrale di Signayes a far ripartire il sistema.
Seconda cosa in caso di black out locale (sempre da capire cosa di intende), ci sono le cabine primarie di Morgex e Entreves che sono controalimentabili dalla Francia. Ancor di più la cabina primaria di Villeneuve, che serve Cogne è alimentabile sia dalla Svizzera che dal Piemonte. Quindi salvo una bomba atomica, credo che sia già garantito un ottimo livello di sicurezza.
Quindi non penso sia sicuramente questo il fine primo dell'ampliamento della centrale.

Vorrei anche ricordare che questa centrale andrà a collegarsi alla rete nazionale di Terna Spa, quindi Alta Tensione e non alla rete locale di Deval.
La rete in media tensione è molto ridondante in Valle d'Aosta, lo è anche evidente il numero basso di black-out locali rispetto al resto d'Italia, proprio per questo l'autorità dell'energia premia questa efficienza di rete.

Ciao

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MessaggioInviato: Sab 11 Dic, 2010 18:08     Oggetto: Rispondi citando

Caro Dott.Elter,
La ringrazio per la sua risposta. Per quanto riguarda l'anonimato, ne abbiamo già parlato in altre discussioni e chiedo comprensione, in particolar modo quando le domande vengono posto in maniera educata e civile (almeno spero di averlo fatto!). Onestamente non ero a conoscenza che lei si fosse prodigato tanto in questa operazione, anche se un pò mi stupisce che conoscendo le sue attitudini nella difesa dell'ambiente non abbia suggerito alla vecchia amministrazione delle compensazioni, in particolar modo perchè ho scoperto, solo oggi (sigh), che il progetto è in stato molto avanzato, quindi forse non sarà più possibile ottenerne.
Personalmente credo che forse si sarebbe ottenuto qualcosa in più se si avesse avuto a che fare con dei privati. Si sa che con questa situazione sarà facile calare le braghe, proprio perchè parliamo di una società pubblica e visto che fra questi monti "Historia docet"!!!
Speriamo che Cogne non ne esca troppo malandata.
Una cordiale buona serata a tutti.
Wink
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carlo
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MessaggioInviato: Dom 12 Dic, 2010 3:22     Oggetto: Rispondi citando


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Giuseppe Cutano
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MessaggioInviato: Dom 12 Dic, 2010 13:14     Oggetto: Rispondi citando

Ecco un passaggio del S.I.A (Studio di impatto ambientale) a conferma di quanto avevo scritto ieri:


Citazione:
....Pur nella consapevolezza che l’impatto positivo, sia in termini di contenimento
dell’emissioni di CO2 che di numero di cittadini serviti dal potenziamento della Centrale di
Chavonne, potrebbe non ripercuotersi localmente sul territorio regionale, in quanto l’energia
prodotta verrà presumibilmente venduta all’estero o nelle altre regioni italiane....

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Raphael Junod
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MessaggioInviato: Dom 12 Dic, 2010 20:18     Oggetto: Rispondi citando

Con il discorso sui "black-out locali" si vuole alludere alla possibilità di rialimentare la Valdigne, indipendetemente da quello che succede al di fuori dell'area, una volta il progetto realizzato. L'espressione "black-out locali" è un modo molto semplificato, anzi per meglio dire semplicistico, di illustrare l'idea ad un pubblico non esperto.
Facciamo un esempio pratico: il black-out italiano del 2003. In quell'occasione l'intero paese si è ritrovato al buio e la procedura di rimessa in servizio dell'intera rete elettrica nazionale, in termini tecnici rimagliatura, è durata più di 24 ore, con disagi ben evidenti. In quell'occasione, alcune porzioni della nostra regione hanno potuto beneficiare della presenza di centrali idroelettriche, situate nelle immediate vicinanze, grazie alle quali è stato possibile un più tempestivo ritorno alla normalità. In sostanza, queste aree, come ad esempio la valle di Gressoney, sono state dapprima rialimentate localmente attraverso questi impianti e poi, seguendo le tempistiche nazionali, riconnesse al resto del sistema, con una evidente riduzione del tempo di non fornitura dell'energia elettrica. Questo, per quanto riguarda la Valdigne, non è stato possibile farlo vista l'assenza di impianti con le caratterisitche adeguate, buco, questo, che sarà colmato dalla nuova centrale di Chavonne.
Altra questione ancora, che non ha nulla a che vedere con la precedente, è dove e come sarà venduta l'energia prodotta durante il funzionamento dell'impianto in condizioni ordinarie. Ed è bene ancora precisare, per completezza, che dove e come sarà venduta l'energia prodotta non ha nulla a che vedere con dove sarà fisicamente consumata quella stessa energia, ammesso che lo si possa sapere. Non vado oltre perché la faccenda rischia di farsi rapidamente complicata.
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amy
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MessaggioInviato: Lun 13 Dic, 2010 7:26     Oggetto: Rispondi citando

luce... luce... luce... finirà tutto come a Lillaz, frazione fortunata che al buio non restò mai finchè la cva non decise di adottare la sua centrale in modo diverso, e fu il buio più totale....
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Raphael Junod
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MessaggioInviato: Lun 13 Dic, 2010 10:17     Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
AMBIENTE:LEGAMBIENTE CRITICA POTENZIAMENTO CENTRALE CHAVONNE

(ANSA) - AOSTA, 13 DIC - ''Il progetto di aumento della centrale idroelettrica di Chavonne (fino a quasi tre volte la potenza attuale), sottoposto in questo periodo a procedure di Valutazione impatto ambientale, implichera' una pesante cantierizzazione delle valli di Cogne e Savara nei quattro anni previsti per lo svolgimento dei lavori. A opere terminate, alcune zone dei territori interessati non saranno piu' le stesse''. Lo scrive il circolo valdostano di Legambiente in una nota in cui si preannuncia una serata informativa giovedi' 16 dicembre alle 21 nella sala consiliare del Comune di Cogne.

''Ad esempio - e' spiegato nella nota - la gola di Cretaz, appena sotto Cogne, sara' sbarrata da una diga alta 15 metri. Oppure la zona subito sottostante Degioz in Valsavaranche, dove sorgera' la nuova captazione per scopi idroelettrici (localita' Pont du Loup). Sparira' Plan Pessey, in Val di Cogne, le cui aree di pascolo saranno sostituite da un deposito per materiali di risulta''. ''Insomma - sostiene Legambiente - il progetto e' destinato non solo ad avere un considerevole impatto ambientale in sede di cantiere, ma a cambiare per sempre l'aspetto dei territori interessati''. Pertanto Legambiente ritiene che ''questo progetto sia incompatibile con il sistema di tutela che caratterizza il Parco Nazionale del Gran Paradiso, che sara' interessato da gran parte delle opere (il 52% dei lavori previsti)'' ed esprime ''preoccupazione per il futuro economico, relativamente all'aspetto turistico, delle due vallate coinvolte''.

''I cittadini della Valle di Cogne e della Valsavarenche hanno vissuto talvolta con disagio i vincoli imposti dal Parco

- conclude Alessandra Piccioni, presidente del Circolo
valdostano di Legambiente - ma in questi ultimi anni hanno saputo interpretarli come un'opportunita' e hanno creato un modello di turismo sostenibile che rende queste zone mete privilegiate a livello internazionale. Ci chiediamo cosa avverra' dei flussi turistici durante i quattro anni previsti per la realizzazione delle opere e, soprattutto, se e quanto tutto questo potra' condizionare il futuro turistico delle due vallate a lavori ultimati''. (ANSA).


Pongono dei problemi veri e seri, però, che arrivassero a vedere l'idroelettrico (mica il nucleare ehh!!) col fumo negli occhi...
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